Imu, esenzione a Chiesa e no profit vale 500-600 mln - Anci

giovedì 16 febbraio 2012 16:23
 

ROMA, 16 febbraio (Reuters) - Secondo l'Anci, l'associazione dei comuni italiani, l'esenzione dal pagamento dell'Imu per gli immobili commerciali della Chiesa e delle associazioni non a scopo di lucro ha un valore di 500-600 milioni di euro.

"Si tratta di una stima prudenziale perché ci sono problemi tecnici legati all'accatastamento di molte di queste strutture destinate ai fini esclusivamente commerciali", ha detto il presidente dell'Anci Graziano Delrio al termine dell'ufficio di presidenza.

Ieri il governo ha annunciato di voler modificare il decreto legislativo 504 del 1992 per chiarire che l'esenzione resterà valida solo nei confronti degli immobili nei quali si svolge "in modo esclusivo" un'attività non commerciale. Per gli immobili a uso misto l'esenzione sarà limitata alla "sola frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale".

La decisione del governo interviene su una questione che si trascina da anni con polemiche.

La legge attuale, finita nel mirino della Commissione europea che vi vede una distorsione della concorrenza, esenta dall'imposta municipale propria (Imu) "i fabbricati di proprietà della Santa Sede" indicati nel Trattato lateranense e gli immobili utilizzati per attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, purché non abbiano natura "esclusivamente" commerciale.

Per non pagare l'Imu ad alberghi, cinema e cliniche private gestiti da associazioni e ordini cattolici è stato sufficiente finora introdurre una cappella al loro interno.

Nella relazione sull'erosione fiscale datata 22 novembre 2011, il Tesoro quantificava in 100 milioni il mancato gettito complessivo dovuto al regime di esenzione. Un valore spesso contestato e che non tiene conto dell'ultima manovra correttiva, con la quale il governo ha aumentato la tassazione sugli immobili e rivisto il sistema di calcolo della rendita catastale.

Delrio apprezza la decisione del governo ma lamenta la mancata discussione con i comuni: "Ancora una volta hanno preferito fare da soli".

(Giuseppe Fonte)   Continua...