Fondazione Mps punta a proroga standstill, diluizione rate-fonte

mercoledì 15 febbraio 2012 15:36
 

MILANO, 15 febbraio (Reuters) - Fondazione Mps, azionista di controllo della Banca Mps che ieri ha annunciato di voler ridurre la partecipazione dal quasi 49% a non meno del 33,5%, sta presentando oggi alle banche il piano di rientro del suo debito in cui chiede un mese di proroga allo standstill che scade il 15 marzo e una diluizione delle rate in cambio di un parziale rimborso del debito.

Lo ha detto a Reuters una fonte vicina al dossier.

"Fra le richieste della Fondazione alle banche creditrici potrebbe esserci anche una proroga di un mese dello standstill e una diluizione delle rate a fronte di un calo del debito", spiega la fonte.

Lo scopo, chiarisce la fonte, è avere maggiore visibilità sul piano industriale della banca a cui sta lavorando il nuovo Ad Fabrizio Viola, che verrà presentato prima dell'assemblea di bilancio di aprile, e maggiori garanzie che la banca sia riuscita a coprire il buffer da 3,267 miliardi di capitale chiesto dall'Autorità bancaria europea, senza dover fare un nuovo aumento di capitale.

Oggi gli esperti finanziari della Fondazione, che fanno capo al direttore generale Claudio Pieri, esporranno i dettagli tecnici del piano ai rappresentanti delle 11 banche creditrici, otto delle quali estere e guidate da JP Morgan, che vantano ancora 524 milioni di debito coperto da un pegno sulle azioni Mps della Fondazione, e alle altre due banche, Mediobanca e Credit Suisse, verso cui la Fondazione é esposta per perdite su derivati per altri 490 milioni.

Un'alternativa a questa soluzione resta quella di ottenere un finanziamento ponte, per un massimo di 900 milioni, da Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Unicredit, spostando il debito verso creditori italiani con l'obiettivo di avere più tempo per la cessione della quota del Monte.

Ieri intanto la Fondazione ha ricordato che per poter cedere fino al 15% di Mps deve avere il via libera formale del Tesoro, autorità di vigilanza sulle Fondazioni, che dallo scorso novembre sta monitorando con particolare attenzione la situazione debitoria e patrimoniale della Fondazione.

Secondo la fonte vicina al dossier, "la richiesta formale al Tesoro partirà oggi" e poi ci saranno 30 giorni di tempo per una autorizzazione con il meccanismo del silenzio-assenso.

"Naturalmente non è detto che il Tesoro ritenga necessario utilizzare tutti i 30 giorni a disposizione", aggiunge la fonte.   Continua...