Grecia domina visita di Monti a Washington

venerdì 10 febbraio 2012 08:07
 

10 febbraio (Reuters) - A dominare la prima visita ufficiale a Washington di Mario Monti è la Grecia e i suoi tentativi dell'ultima ora di evitare un default disordinato. Mentre a Bruxelles l'Eurogruppo ieri ha negato il via libera di Bruxelles al piano di austerity di Atene, il premier italiano dice che, sulla Grecia, il Fondo Monetario dovrebbe mostrarsi elastico ed evitare "una grossa potenziale esplosione".

I firewall richiesti dal Fondo per prevenire il rischio contagio sono motivati, dice parlando a un audience di imprenditori e politici al Peterson Insitute nella capitale USA, ma a sua volta il Fondo dovrebbe saper mostrare una certa elasticità quando applica i suoi requisiti per i prestiti.

"Se i requisiti richiesti sono soddisfatti almeno in parte questo è il momento di voltare pagina ed estinguere quella che potrebbe essere una grossa esplosione", risponde Monti a una domanda di chi chiede che cosa gli Stati Uniti potrebbero fare per dare una mano a risolvere la crisi del debito in Europa.

"Dove vedo spazi di miglioramento da parte del FMI è nell'avere una migliore comprensione di situazioni specifiche in cui la stretta aderenza a un modello potrebbe prevenire la soluzione pragmatica del problema" dice Monti.

Monti è in forma e a Washington pare giocare in casa. Al Peterson Institute, dove è ben conosciuto, non risparmia le frecciatine a Germania e Francia che "per prime hanno abbandonato la disciplina di bilancio" stabilita dal trattato di Maastricht. All'Ambasciata dice che gli Stati Uniti, avendo una valuta di riserva, sono meno penalizzati di altri quando ricorda come il Supercomitato che doveva trovare soluzioni per ridurre il budget deficit USA ha fatto un buco nell'acqua.

La Grecia resta a il fil rouge della giornata. Di Grecia dice di avere discusso anche con il presidente Usa Barak Obama e nella ultima conferenza della giornata all'ambasciata italiana ricorda che è interesse di tutti assicurare una soluzione non esplosiva al caso Greco.

Per l'Italia, se la Grecia troverà una soluzione, ci saranno vantaggi concreti in termini di ulteriori riduzioni dello spread e del costo dell'indebitamento pubblico che andranno ad aggiungersi ai risultati già visti nelle ultime settimane. Il picco dello spread dei titoli decennali italiani sugli equivalenti tedeschi è sceso dal record toccato il 9 novembre a 344 di ieri, ricorda Monti.

E sottolinea come l'intervista di Silvio Berlusconi al Financial Times della scorsa settimana, che ha esteso il credito al suo governo, ha di fatto ridotto ulteriormente l'incertezza che gravava sulla durata in carica dell'esecutivo. Un elemento che va nella giusta direzione di contenere il costo del rifinanziamento del debito.

Le ultime settimane hanno dato buoni frutti. I 90 miliardi di debito da rifinanziare tra gennaio e aprile si sono ridotti a circa 60 grazie a una buona risposta del mercato primario. Ma il debito pubblico italiano, pari a 1.900 miliardi di euro, è più grande di quello che insieme hanno Portigallo, Spagna e Grecia e per ridurlo non possono bastare le misure di austerity.   Continua...