10 febbraio 2012 / 06:53 / 6 anni fa

Grecia domina visita di Monti a Washington

10 febbraio (Reuters) - A dominare la prima visita ufficiale a Washington di Mario Monti è la Grecia e i suoi tentativi dell'ultima ora di evitare un default disordinato. Mentre a Bruxelles l'Eurogruppo ieri ha negato il via libera di Bruxelles al piano di austerity di Atene, il premier italiano dice che, sulla Grecia, il Fondo Monetario dovrebbe mostrarsi elastico ed evitare "una grossa potenziale esplosione".

I firewall richiesti dal Fondo per prevenire il rischio contagio sono motivati, dice parlando a un audience di imprenditori e politici al Peterson Insitute nella capitale USA, ma a sua volta il Fondo dovrebbe saper mostrare una certa elasticità quando applica i suoi requisiti per i prestiti.

"Se i requisiti richiesti sono soddisfatti almeno in parte questo è il momento di voltare pagina ed estinguere quella che potrebbe essere una grossa esplosione", risponde Monti a una domanda di chi chiede che cosa gli Stati Uniti potrebbero fare per dare una mano a risolvere la crisi del debito in Europa.

"Dove vedo spazi di miglioramento da parte del FMI è nell'avere una migliore comprensione di situazioni specifiche in cui la stretta aderenza a un modello potrebbe prevenire la soluzione pragmatica del problema" dice Monti.

Monti è in forma e a Washington pare giocare in casa. Al Peterson Institute, dove è ben conosciuto, non risparmia le frecciatine a Germania e Francia che "per prime hanno abbandonato la disciplina di bilancio" stabilita dal trattato di Maastricht. All'Ambasciata dice che gli Stati Uniti, avendo una valuta di riserva, sono meno penalizzati di altri quando ricorda come il Supercomitato che doveva trovare soluzioni per ridurre il budget deficit USA ha fatto un buco nell'acqua.

La Grecia resta a il fil rouge della giornata. Di Grecia dice di avere discusso anche con il presidente Usa Barak Obama e nella ultima conferenza della giornata all'ambasciata italiana ricorda che è interesse di tutti assicurare una soluzione non esplosiva al caso Greco.

Per l'Italia, se la Grecia troverà una soluzione, ci saranno vantaggi concreti in termini di ulteriori riduzioni dello spread e del costo dell'indebitamento pubblico che andranno ad aggiungersi ai risultati già visti nelle ultime settimane. Il picco dello spread dei titoli decennali italiani sugli equivalenti tedeschi è sceso dal record toccato il 9 novembre a 344 di ieri, ricorda Monti.

E sottolinea come l'intervista di Silvio Berlusconi al Financial Times della scorsa settimana, che ha esteso il credito al suo governo, ha di fatto ridotto ulteriormente l'incertezza che gravava sulla durata in carica dell'esecutivo. Un elemento che va nella giusta direzione di contenere il costo del rifinanziamento del debito.

Le ultime settimane hanno dato buoni frutti. I 90 miliardi di debito da rifinanziare tra gennaio e aprile si sono ridotti a circa 60 grazie a una buona risposta del mercato primario. Ma il debito pubblico italiano, pari a 1.900 miliardi di euro, è più grande di quello che insieme hanno Portigallo, Spagna e Grecia e per ridurlo non possono bastare le misure di austerity.

Il nodo da superare è la crescita, o meglio la mancanza di crescita, Monti ha spiegato nelle due occasioni. "La crescita e' emersa come obiettivo prioritario da parte di Obama, da parte nostra e anche del Congresso", dice durante la conclusione in Ambasciata.

Al think tank nel pomeriggio, si era già a lungo soffermato a spiegare che l'impulso alla crescita in Italia non può certo venire dalla domanda e che quindi si farà leva sulle liberalizzazioni e sulla riforma del mercato del lavoro attesa per marzo per aumentare la crescita potenziale e lo sviluppo economico.

Nella misura in cui i tassi di interesse scenderanno, ci sarà un beneficio anche nei prestiti e nell'espansione economica, dice Monti.

Venerdì da Washington il premier volera a New York per incontrare Wall Street e gli investitori, oltre che per alcuni appuntamenti alle Nazioni Unite. Buona parte del suo successo dipenderà dalla sua capacità di convincere gli aquirenti di bond che, chiuso il capitol della Grecia, non ci saranno più penalizzazioni e haircut, e che sui bond italiani ci sono spazi per capital gain.

Tra il pubblico in sala al Peterson institute ci sono tra gli altri l'Ad di Eni Paolo Scaroni e il numero uno di Fiat Sergio Marchionne. Quest'ultimo rilascia dichiarazioni entusiaste dicendo che qualsiasi impresa in Italia vale di più con il governo Monti. "Dà serenità ai mercati", dice convinto, ma aggiunge che per vedere se le misure prese dal governo Monti possano portare nuovi investimenti in Italia dall'estero" ci vuole tempo. "Almeno fino a metà anno o nel terzo trimestre".

(Tiziana Barghini)

via Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129567 Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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