Basilea, a banche Italia servono 8 mld dopo novità Dta - Bankitalia

martedì 31 gennaio 2012 15:59
 

31 gennaio (Reuters) - Inserendo le imposte differite attive (Dta) nel capitale di vigilanza, i requisiti aggiuntivi di capitale che le banche italiane devono garantire per rispettare nel 2019 i parametri di Basilea III scenderebbero a circa 8 miliardi di euro.

Lo dice il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di un'audizione in Senato.

Saccomanni inizia la sua analisi spiegando che, a giugno del 2011, le esigenze di rafforzamento patrimoniale necessarie a soddisfare entro il 2019 il requisito patrimoniale del 7% in termini di common equity "ammonterebbero a circa 24 miliardi di euro, circa la metà di quelle stimate sui dati di fine 2009".

E tuttavia interventi normativi recenti hanno reso certa la trasformazione delle Dta in attività disponibili nei confronti dell'Erario quando si verificano perdite d'esercizio.

"Grazie a ciò le Dta non devono più essere dedotte dal capitale a fini prudenziali e vengono invece incluse tra le attività ponderate per il rischio con un peso pari al 100%, come riconosciuto dal Comitato di Basilea lo scorso mese di dicembre. Se si tiene conto anche di questo fattore, le esigenze complessive di capitale dovute a Basilea 3 per le banche del campione di osservazione del monitoraggio scenderebbero ulteriormente, a circa 8 miliardi di euro", spiega il numero due di Via Nazionale.

Saccomanni aggiunge che l'azione della Banca d'Italia a livello internazionale punta a "far riconoscere le specificità del modello di operatività dei nostri intermediari".

"Basta ricordare il nostro impegno, in occasione del negoziato su Basilea 2, a ottenere una migliore ponderazione a fini prudenziali delle esposizioni nei confronti delle piccole e medie imprese, sia per le banche che utilizzano i metodi standardizzati sia per quelle che ricorrono ai modelli interni; questo risultato è confermato anche dalle nuove regole di Basilea 3. A ciò si associa il rigore con cui il nostro Istituto chiede che le regole siano rispettate in tutti i Paesi", spiega il direttore generale della Banca d'Italia.

"La riforma delle regole è condizione essenziale per assicurare stabilità al sistema finanziario. Ma la loro attuazione omogenea è un requisito prioritario per raggiungere questo obiettivo", dice Saccomanni sottolineando l'esistenza di "difformità applicative tra Paesi".

"Lo Standard implementation group del Comitato di Basilea ha rilevato differenze, anche molto significative, nella valutazione dei rischi per effetto della diversa struttura e calibrazione dei modelli o anche dell'interpretazione di concetti apparentemente semplici come la durata di un'operazione di credito. Il Comitato ha quindi affidato a due gruppi di lavoro il compito di intraprendere un'analisi sistematica per accertare la dimensione e le cause della diversa ponderazione per il rischio che portafogli simili ricevono da banche diverse", continua Saccomanni.   Continua...