Banche, industriali non chiedono credito, sono sfiduciati - Bazoli

lunedì 30 gennaio 2012 14:22
 

MILANO, 30 gennaio (Reuters) - La classe imprenditoriale italiana è sfiduciata e non chiede alle banche di erogare credito in questa fase di incertezza.

E' quanto sostenuto dal presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, rispondendo ad una domanda al termine della presentazione del ciclo di incontri 'Vincitori Vinti', promosso dall'istituto nell'ambito dell'iniziativa 'Progetto Cultura'.

Bazoli ha dedicato parte del suo intervento al tema della riscoperta di "alcune idee abbandonate" dopo l'Unità d'Italia, facendo riferimento, in particolare, "al federalismo e al cattolicesimo liberale di Manzoni e Rosmini". E si è soffermato sul ruolo delle banche in questa fase di crisi, sottolineando l'importanza del "radicamento territoriale".

Ne è sorta una domanda sul rapporto fra piccoli e medi imprenditori e banche, con i primi che lamentano la difficoltà a trovare nelle filiali interlocutori attenti alle esigenze specifiche delle aziende.

Le banche, alle prese con le richieste di ricapitalizzazione, negano credito alle imprese? "C'è qualcosa di vero, non lo voglio negare", ha risposto Bazoli. "Ma il cavallo non beve, in gran parte. Le domande non giungono da parte degli industriali, che sono sfiduciati". Detto che anche "i clienti normali" soffrono di una mancanza di fiducia, il presidente del CdS di Intesa Sanpaolo ritiene che il ruolo delle banche consista nel "restituire fiducia" ad imprese e cittadini, al paese nel complesso. "E' il nostro compito", ha aggiunto.

E, a proposito dell'iniziativa presentata, Bazoli ha affermato che "noi italiani dobbiamo credere che la cultura sia un fattore per uscire dalla crisi". Inoltre, il banchiere ha ricordato come il federalismo, uno dei motori del Risorgimento, fu sconfitto con la realizzazione dell'Unità d'Italia, "e ora siamo nel dubbio che torni ad essere vinto".

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