27 gennaio 2012 / 18:33 / 6 anni fa

PUNTO 1-G20 più aperto ad aumento risorse Fmi in parallelo con Esm - fonti

(Aggiunge background, aggiunge Città del Messico)

di Francesca Landini e Luis Rojas

MILANO/CITTA' DEL MESSICO, 27 gennaio (Reuters) - All'interno del Gruppo delle Venti maggiori economie mondiali, diversi paesi sono aperti alla possibilità che l'aumento delle risorse finanziarie del Fondo monetario internazionale avvenga in parallelo con lo sforzo nella zona euro per accrescere la dotazione complessiva dei fondi salva-stati europei.

Questo approccio, si contrappone alla posizione portata avanti da Stati Uniti e Canada che insistono, invece, per una sequenzialità in base a cui l'aumento delle risorse combinate dei fondi Efsf e Esm sarebbe precondizione per un impegno dei paesi non euro a raccogliere mezzi freschi per l'Fmi.

Lo riferisce una fonte del G20, aggiugendo che, nell'ambito del piano reso noto al Gruppo dei Venti la scorsa settimana, il Fondo monetario internazionale ha chiesto che la zona euro destini risorse ulteriori ai propri firewall da aggiungere ai 500 miliardi di euro tra Efsf e Esm, limite massimo posto finora dagli stati dell'euro.

Una seconda fonte conferma che all'interno del G20 c'è più apertura a procedere al rafforzamento di Fmi e Esm in qualche modo in parallelo.

All'interno del G20 "ci sono due diversi approcci per aumentare le risorse del Fondo monetario internazionale in modo da far fronte al gap da 1.000 miliardi di dollari indicato dall'Fmi", riferisce una fonte G20.

Da un lato, Stati Uniti e Canada insistono per una sequenzialità. Questi due paesi, infatti, "sostengono che potranno valutare un loro contributo per aumentare le risorse finanziarie del Fondo monetario solo una volta che gli europei avranno deliberato un aumento della dotazione del loro Esm".

Dall'altro, alcuni paesi sono più aperti a contribuire a un incremento della dotazione dell'Fmi in parallelo con la zona euro. "Questa maggiore apertura caratterizza la posizione di Australia, Brasile, Cina, Corea, Giappone e Messico", secondo la prima fonte.

"Canada e Giappone sono diventati più flessibili che in passato, ma la cosa rimane difficile per gli Usa, anche se anche loro sono più morbidi" dice la seconda fonte, tracciando una differenza tra Washington e Ottawa, che la prima fonte vede, invece, entrambi su una linea di maggior cautela. "Siamo all'inizio della partita", aggiunge con cautela.

Secondo il primo funzionario, a conoscenza dei contenuti della riunione dei viceministri G20 svoltasi il 19 e 20 gennaio, "se prevarrà la posizione del parallel approach, ci sono chance per un'intesa sull'aumento delle risorse del Fondo monetario nell'incontro tra ministri G20 di fine febbraio".

Se, invece, Canada e Stati Uniti avranno la meglio bisognerà attendere prima un accordo in sede europea e il compromesso sulle risorse del Fondo slitterà verso aprile, quando i ministri finanziari G20 si ritroveranno a Washington, dice la fonte.

"Il Fondo monetario insiste per procedere in parallelo sui due fronti, per assicurarsi risorse adeguate nel caso di un peggioramento della crisi della zona euro e anche in caso di difficoltà che possono emergere in paesi emergenti europei e non", secondo la fonte.

Per ora emergenti e avanzati più flessibili non hanno presentato in sede G20 proposte su importi e scadenze per partecipare all'aumento delle risorse del Fondo, ma "ci sono negoziati informali che procedono e potrebbero produrre risultati nelle prossime settimane".

Settimana scorsa una fonte G20 aveva riferito che il Fondo sta lavorando a una proposta sulle parti in cui i G20 potrebbero suddividersi l'aumento delle sue risorse.

Anche all'interno della zona euro c'è un intenso lavoro delle diplomazie per superare le resistenze, sopratutto tedesche, a mettere più risorse nei firewall, andando oltre l'impegno ad accelerare il versamento delle quote di capitale per far partire l'European stability mechanism già a luglio su una solida base finanziaria. Lunedì 30 a Bruxelles i capi di Stato e di governo europei, riuniti per le ultime limature al patto di bilancio potrebbero discutere nuovamente di questo argomento sotto l'occhio interessato di Fondo monetario e paesi G20 emergenti.

A guidare le danze sembra al momento l'Fmi che, da un lato la settimana scorsa ha presentato ai propri azionisti una proposta per far fronte a maggiori necessità di finanziamento a livello mondiale per 1.000 miliardi di dollari, dall'altro ha sollecitato la zona euro a rendere i propri firewall più adeguati a fronteggiare la crisi.

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