S&P respinge accuse stampa, nessun disegno politico su Italia

martedì 24 gennaio 2012 18:16
 

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - S&P non ha alcun disegno politico o economico sull'Italia o sulla zona euro e non ha divulgato alcuna delle proprie decisioni sul debito sovrano dei paesi europei prima dell'annuncio ufficiale del 13 gennaio.

Lo dice l'agenzia di rating in risposta ad una serie di affermazioni riportate della stampa italiana in merito alla recente decisione sui rating sui sedici paesi della zona euro, tra cui l'Italia.

"Non vi è alcun fondamento nell'asserzione secondo cui S&P avrebbe un disegno politico o economico sull'Italia o sull'Eurozona", dice in una nota.

"Noi non consigliamo, né promuoviamo specifiche soluzioni di tipo politico, né rientra nel nostro ruolo quello di agevolare o ostacolare scelte politiche. Noi siamo politicamente neutrali e forniamo le nostre opinioni in modo indipendente da qualunque centro di interesse politico o economico", sottolinea.

L'agenzia aggiunge che è "ugualmente priva di fondamento l'affermazione che alcune delle informazioni fornite da S&P a supporto delle proprie decisioni sul rating siano inesatte, così come prive di fondamento sono le osservazioni che gli azionisti della società che controlla S&P abbiano accesso a dati, opinioni o analisi sul rating non ancora resi pubblici".

S&P risponde così anche alle accuse che hanno portato la procura di Trani a indagare alcuni suoi esponenti con le ipotesi di reato di manipolazione di mercato e di insider trading, ricordando che la disciplina Ue alla quale è soggetta prevede che l'azione di rating venga notificata agli emittenti con un preavviso di dodici ore, durante le quali vi è l'obbligo di riservatezza assoluta "a cui noi ci atteniamo in maniera molto rigorosa". Relativamente al merito della decisione di avere abbassato il rating sovrano dell'Italia di due livelli portandolo a 'BBB+' da 'A', con outlook negativo, S&P ricorda che il comunicato del 13 gennaio considera in pieno le riforme adottate dal nuovo Governo.

"S&P guarda positivamente, da un punto di vista del merito creditizio, alle riforme strutturali ed economiche del nuovo Governo ed alla maggiore incisività della propria politica interna".

Tuttavia, come dichiarato, "riteniamo che tali miglioramenti siano negativamente controbilanciati dalle tensioni sistemiche che al momento colpiscono l'intera Eurozona e che, in base ai criteri di analisi da noi adottati, hanno un impatto significativo sul profilo di credito dell'Italia quale maggiore debitore dell'Eurozona".

S&P nega inoltre di volere puntare ad un monopolio sulle valutazioni del rischio di credito.   Continua...