24 gennaio 2012 / 11:54 / 6 anni fa

Grecia, Ecofin guarda a ripresa trattative swap debito

BRUXELLES, 24 gennaio (Reuters) - Dopo la bocciatura giunta ieri sera dai ministri delle Finanze della zona euro all‘ipotesi di intesa sullo swap del debito greco raggiunta settimana scorsa, si guarda ora alla possibilità che le trattative possano riprendere e che si punti faticosamente a condizioni più favorevoli ad Atene.

Entrando stamane alla riunione Ecofin il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha sottolineato che i colleghi della zona euro si sono schierati con Atene.

“Abbiamo luce verde dall‘Eurogruppo per chiudere un accordo con il settore privato nei prossimi giorni”, ha detto Venizelos.

“Dobbiamo aspettare. Chiaramente la Grecia e le banche devono fare di più per raggiungere un livello di debito sostenibile. Un debito sostenibile è una precondizione per il prossimo programma” di aiuti per Atene, ha commentato sempre a margine dell‘Ecofin il ministro olandese Jan Kess de Jager.

Al termine di un incontro bilaterale con il primo ministro italiano, il premier belga Elio Di Rupo ha detto che “la Grecia rimane una preoccupazione”. Alla domanda se ci fosse la possibilità di un accordo tra creditori e autorità per lo swap sul debito entro il vertice europeo del 30 gennaio, Di Rupo ha risposto :“dovete chiederlo alle autorità greche... io lo spero”.

I tempi per la ripresa dei negoziati rimangono per ora molto incerti: ad Atene il leader conservatore Antonis Samaras stamane ha detto di aspettarsi un accordo sullo swap sul debito non più tardi del 5 marzo. Samaras ha chiesto che Atene convochi nuove elezioni subito dopo essersi assicurata un nuovo piano di salvataggio, non oltre l‘8 aprile.

In precedenza un funzionario del ministero delle Finanze aveva detto che la Grecia punta a presentare l‘offerta finale ai creditori privati sullo swap sul debito entro il prossimo 13 febbraio.

Ieri notte, al termine di una lunga riunione dei ministri, il presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha riferito che i ministri hanno chiesto al collega greco di proseguire i negoziati, soprattutto con l‘obiettivo di raggiungere un‘intesa su un tasso d‘interesse medio per i nuovi titoli, che saranno scambiati con i vecchi, “chiaramente al di sotto del 4%”.

Il compromesso siglato la settimana scorsa tra i creditori privati e le autorità elleniche indicava una cedola media al 4% e perdite per gli investitori intorno a 65-70%.

La cedola che sarà riconosciuta ai creditori privati sui titoli di nuova emissione, che sostituiranno i vecchi da ritirare, deve essere ridotta per dare un taglio netto al debito pubblico ellenico, con l‘obiettivo di portarlo al 120% del Pil entro il 2020, ha ricordato Juncker.

Diversamente, secondo Ue e Fondo monetario, il debito ellenico non si potrà dire sostenibile e non sarà possibile sbloccare il secondo pacchetto di salvataggio internazionale per Atene. Se mancherà un‘intesa il rischio è quello di un default disordinato sul debito di Atene, che provocherebbe un‘ondata di contagio per gli altri paesi della zona euro. Oggi è prevista una conferenza stampa a Zurigo di Charles Dallara negoziatore per la lobby bancaria IIF dello sawp con greci.

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