24 gennaio 2012 / 06:33 / 6 anni fa

Eurogruppo, intesa parziale trattati Esm, fiscal compact

di Francesca Landini

BRUXELLES, 24 gennaio (Reuters) - L'Eurogruppo ha terminato i lavori ieri a pochi minuti dalla mezzanotte, ma ha raggiunto intese ancora parziali sia sul fiscal compact, sia sul trattato che istituisce il nuovo fondo salva-stati permanente Esm. Sulla questione dello swap sul debito greco, poi, i ministri della zona euro hanno respinto l'intesa e hanno chiesto che i negoziati riprendano.

Le questioni sul fiscal compact e sul fondo salva-stati saranno oggetto di nuove discussioni e, mentre è confermato l'obiettivo di arrivare a una firma del trattato sul patto di bilancio il prossimo 30 gennaio, la sigla delle norme definitive sull'Esm è ora prevista a febbraio.

Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha infatti detto che il testo del trattato sul nuovo fondo Esm sarà firmato a febbraio e che è stato fatto un lavoro sostanziale.

Secondo quanto riferito da Juncker, rimane per ora il tetto di 500 miliardi di euro per le risorse combinate di Esm e Efsf, ma in occasione del consiglio europeo di marzo questo limite sarà sottoposto a verifica.

Il premier e ministro dell'Economia italiano Mario Monti, che nelle ultime settimane aveva lanciato diverse sollecitazioni a rafforzare la struttura anti contagio - Efsf e Esm inclusi -, si è limitato a dire ai giornalisti "il lavoro sull'Esm è da finalizzare".

Ieri, proprio sulla dotazione dell'European stability mechanism, si sono registrate le posizioni divergenti del numero uno dell'Fmi e del Cancelliere tedesco. L'Europa dovrebbe aumentare l'ampiezza del fondo di salvataggio permanente, ma non c'è bisogno di raddoppiarlo, aveva detto Christine Lagarde dell'Fmi.

Non è il momento per dibattere di un aumento delle risorse dei fondi di salvataggio della zona euro, aveva ribattuto Angela Merkel, aggiungendo che la priorità rimane quella di assicurare l'efficacia del fondo attuale (Efsf) e la veloce introduzione del suo successore (Esm).

Poco prima che Juncker annunciasse la decisione dell'Eurogruppo di rimandare a marzo la questione della dotazione dei fondi, il portavoce del Cancelliere aveva poi smentito un articolo del Financial Times secondo cui la Germania sarebbe stata pronta ad aumentare la dotazione congiunta dei fondi Efsf e Esm a 750 miliardi di euro.

Nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo il presidente dell'Efsf, Klaus Regling ha detto che la capacità di prestito del fondo non è stata ridotta dal taglio del rating deciso da Standard & Poor's.

FISCAL COMPACT, NUOVA BOZZA DA PREPARARE PER 30 GENNAIO

La discussione sul trattato intergovernativo, che rafforza la disciplina di bilancio, è stata "intensa" secondo quanto riferisce una fonte europea.

"Ci sarà una nuova bozza che includerà il lavoro fatto oggi e che dovrà essere preparata in tempo per il vertice del 30 gennaio", dice ancora la fonte. "Ci sono alcune questioni aperte".

Tra i punti irrisolti anche la possibilità - prevista da un comma dell'articolo 8 - che la Corte di Giustizia possa comminare sanzioni ai paesi che includeranno nelle proprie legislazioni il vincolo di pareggio di bilancio. "Questo punto solleva dubbi giuridici", dice la fonte.

Sembra scongiurato, invece, il rischio che, quando il testo si riferisce alla procedura di deficit eccessivo (Edp), si parli esplicitamente anche di debito, aumentando i rischi che un paese finisca sotto procedura per colpa del proprio debito.

Dovrebbe rimanere, invece, la condizione che prevede che possano attingere agli aiuti dell'Esm solo i paesi firmatari del fiscal compact.

"Siamo cautamente fiduciosi che le modifiche che il Parlamento europeo ha richiesto su questioni istituzionali verranno accettate", ha commentato al termine del meeting il deputato europeo Roberto Gualtieri, uno degli incaricati dall'emiciclo per seguire i lavori del nuovo trattato.

APPREZZAMENTO PER MISURE PRESE DA ITALIA

Da ultimo, uscendo dalla riunione, il premier italiano Monti ha detto che quello che l'Italia ha fatto e sta facendo "é stato molto apprezzato" dall'Eurogruppo.

Il governo ha approvato venerdì scorso norme immediatamente operative per stimolare la crescita attraverso l'apertura al mercato dei servizi.

Le misure dovrebbero, tra l'altro, superare il sistema delle tariffe minime di cui beneficiano molte professioni, aumentare di 5.000 unità il numero delle attuali 18.000 farmacie, di 500 il numero dei notai, agire sulle licenze dei tassisti, nonchè ridurre gli oneri burocratici che rallentano l'apertura di nuove imprese.

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