16 dicembre 2011 / 16:13 / 6 anni fa

SCHEDA - La manovra "salva Italia" dopo la Camera (2° parte)

16 dicembre (Reuters) - Ecco la seconda parte della scheda sulla manovra “salva Italia”:

SALGONO ACCISE, DA 2012 NUOVO AUMENTO IVA

Nuovo immediato aumento per le accise su benzina e benzina senza piombo, gasolio e gas naturale per autotrazione, che assicureranno nell‘intero 2012 4,8 miliardi.

Dal primo ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% saliranno di 2 punti percentuali per dare attuazione alla clausola di salvaguardia, su cui poggia circa un terzo dell‘ultima manovra di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Dal 2014 le due aliquote saliranno di altri 0,5 punti percentuali. Il governo quantifica il maggior gettito in 3,28 miliardi nel 2012, 13,12 nel 2013 e 16,4 miliardi nel 2014.

L‘aumento dell‘imposta sui consumi non si applicherà solo nel caso in cui, entro settembre 2012, sia diventato legge il processo di riduzione delle agevolazioni fiscali e assistenziali previsto dalla delega fiscale di Silvio Berlusconi. Naturalmente il taglio delle agevolazioni dovrà garantire gli stessi effetti positivi sul deficit.

SOGLIA CONTANTE A 1.000 EURO

Centrale il capitolo contro la lotta all‘evasione: la manovra riduce a 1.000 euro dagli attuali 2.500 la soglia massima per i pagamenti in denaro contante e per l‘utilizzo di titoli al portatore.

Rischia la reclusione chi esibisce o trasmette all‘amministrazione fiscale documenti in tutto o in parte falsi.

Le banche dovranno comunicare periodicamente all‘anagrafe tributaria i movimenti dei conti corrente.

Inoltre, l‘amministrazione fiscale avrà tempo fino al 31 dicembre 2013 per recuperare le somme non ancora riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla Finanziaria 2003.

I NUOVI TAGLI AGLI ENTI LOCALI E L‘ADDIZIONALE REGIONALE

Nuovi tagli ai comuni per 1,45 miliardi l‘anno e alle province per 415 milioni. Le regioni a statuto speciale e le province autonome contribuiranno con 920 milioni di minori trasferimenti.

La manovra aumenta inoltre dallo 0,9 all‘1,23% l‘addizionale regionale sull‘Irpef. Al maggior gettito corrisponde però una riduzione di pari importo della compartecipazione all‘Iva destinata al finanziamento del sistema sanitario nazionale.

GLI AIUTI ALLE BANCHE

Per fare fronte alla crisi di liquidità, fino al 30 giugno 2012 le banche italiane potranno chiedere la garanzia dello Stato sulle loro passività. Il ministero dell‘Economia potrà anche garantire i finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d‘Italia alle banche italiane.

L‘articolo 9, inoltre, estende alle perdite su crediti la possibilità di trasformare in crediti di imposta le attività per imposte anticipate o Deferred tax asset (Dta).

Esteso a tutto il 2011 il termine per affrancare fiscalmente i maggiori valori contabili dell‘avviamento e delle altre attività immateriali dopo conferimenti, fusioni e scissioni.

SALE DEDUCIBILITA’ IRAP DA IRES, PREMI SU AUMENTI CAPITALE

La manovra non è tutta centrata sulla correzione del deficit. Dal 2012 le imprese potranno dedurre da Ires e Irpef la quota di Irap che grava sulle spese “per il personale dipendente e assimilato”.

Per favorire la patrimonializzazione delle imprese la manovra consente di dedurre dal reddito imponibile il rendimento del capitale investito dagli azionisti, la cosiddetta Ace (Allowance for corporate equity).

Rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l‘obiettivo di mettere a disposizione garanzie per circa 20 miliardi di credito.

NUOVO TAGLIO CUNEO FISCALE PER DONNE E UOMINI SOTTO 35 ANNI

La manovra prevede che per ogni lavoratrice e lavoratore sotto i 35 anni assunto a tempo indeterminato la parte di costo del lavoro deducibile ogni anno dall‘Irap salga a 10.600 euro da 4.600 (nel Sud a 15.200 da 9.200).

Costo dell‘operazione un miliardo di euro l‘anno per ciascuno degli anni del periodo considerato.

PRIMA (TIMIDA) SPINTA ALLA CONCORRENZA

Nei comuni con popolazione superiore a 12.500 abitanti la manovra aumenta gli esercizi in cui è possibile vendere i farmaci non rimborsati dallo Stato e senza ricetta. Spetterà tuttavia all‘Aifa stabilire quali farmaci potranno essere concretamente venduti in supermercati e parafarmacie.

L‘articolo 31 estende la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali a tutti i comuni, sopprimendo la limitazione, prevista dalla manovra di luglio, alle sole città turistiche e città d‘arte.

L‘articolo 33 prevede che alcune limitazioni alla concorrenza previste dalla disciplina attuale degli ordini professionali decada dalla data del 13 agosto 2012, anche nel caso in cui l‘annunciata riforma prevista dalla legge di Stabilità non sia ancora entrata in vigore.

Aumentano i poteri dell‘Antitrust, che potrà impugnare i provvedimenti assunti dalle amministrazioni pubbliche lesivi della concorrenza.

A dirigenti, amministratori e sindaci di banche, società finanziarie e assicurative sarà vietato assumere incarichi in gruppi concorrenti. In sede di prima applicazione i manager avranno 120 giorni per decidere quale incarico mantenere.

L‘IMPEGNO A RIDURRE I TAGLI ALLE INDENNITA’ DEI PARLAMENTARI

La manovra prevede che “il Parlamento e il governo, ciascuno nell‘ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire” l‘adeguamento alla media europea delle indennità riconosciute ai parlamentari, senza fissare scadenze precise.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha garantito che il taglio sarà deciso entro il mese di gennaio 2012.

IL CAPITOLO PROVINCE

La manovra limita alle funzioni di indirizzo e di coordinamento le funzioni delle province. Al termine di un percorso che durerà alcuni anni, le province non avranno più giunte ma solo un presidente e un consiglio di non più di 10 membri.

Entro fine 2012 dovranno essere trasferite a regioni e comuni le funzioni svolte oggi dalle province, i cui organi andranno a naturale scadenza. Le province il cui mandato scade l‘anno prossimo saranno amministrate da un commissario.

TETTO (CON DEROGA)PER LO STIPENDIO DEI MANAGER PUBBLICI

L‘articolo 23-ter prevede che la remunerazione complessiva dei dirigenti pubblici non potrà superare il trattamento del primo presidente della Corte di Cassazione. Tuttavia, un decreto della presidenza del Consiglio potrà prevedere deroghe “motivate”.

Le società non quotate controllate dallo Stato saranno classificate per fasce. A ogni fascia corrisponderà un compenso massimo per i dirigenti al quale i consigli di amministrazione dovranno fare riferimento.

2. Fine

(Giuseppe Fonte)

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