Abi valuterà legittimità esercizio Eba, rischi credit crunch-nota

venerdì 9 dicembre 2011 12:18
 

ROMA, 9 dicembre (Reuters) - L'Abi si riserva di valutare la legittimità dell'esercizio dell'Eba del quale conferma la sua valutazione negativa, perché viziato da non omogeneità nei vari Paesi Ue, ed evidenzia i concreti rischi conseguenti di restrizione del credito all'economia.

E' quanto si legge in una nota dell'Abi.

"L'Abi conferma la sua valutazione negativa sull'esercizio condotto dall'Eba. Come anche rappresentato formalmente all'Eba, l'esercizio appare viziato da una non omogenea applicazione dei criteri di determinazione delle attività ponderate per il rischio tra le differenti giurisdizioni europee", dice la nota.

Il comunicato conclude perentoriamente che "l'Abi, oltre a richiedere formalmente che l'esercizio sia profondamente rivisto, si riserva di verificare in ogni sede la legittimità dello stesso".

L'associazione delle banche italiane rileva che, "nel presentare i risultati degli stress test, la stessa Eba ha dovuto rendere evidente che le autorità nazionali adottano diverse modalità di calcolo dei cosiddetti floors in caso di utilizzo da parte della banca di modelli di rating interni (Irb e Ama) e ha dovuto procedere ad indicare per ciascuna banca quale opzione di calcolo dei floor fosse stata adottata".

"E' evidente che queste differenze possono far emergere deficit patrimoniali che non riflettono una reale esposizione al rischio, costringendo però le banche ad effettuare delle ricapitalizzazioni non necessarie con rilevanti conseguenze negative", prosegue la nota.

Per l'Abi "aver inoltre adottato il criterio del mark to market per i titoli di Stato, in assenza di qualsivoglia segnale in ordine alla solvibilità degli emittenti, oltre ad aver causato un'anomala volatilità sul mercato di detti titoli, appare del tutto incongrua rispetto alla difficile fase economica che l'Europa sta attraversando".

"Si ribadisce, inoltre, come i tempi dell'esercizio e delle conseguenti ricapitalizzazioni siano inopportuni e in netta controtendenza rispetto alla condivisa opinione che le regole non debbano aumentare la ciclicità dell'economia. In un momento in cui tutti i centri di ricerca segnalano forti revisioni al ribasso delle prospettive di crescita delle economie europee, l'Eba impone alle banche misure che possono spingere ad una riduzione degli attivi e ad una conseguente contrazione del credito erogato all'economia. Sotto questo profilo sorprende che l'esercizio dell'Eba non sia stato preceduto da alcuna valutazione d'impatto", conclude la nota.

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