9 dicembre 2011 / 13:07 / tra 6 anni

PUNTO 1 - Manovra necessaria, debito sostenibile se tassi calano a 5%-Visco

* Manovra riduce Pil 0,5 punti in biennio, porta tasse a 45%

* Calo rendimenti può attenuare effetto recessivo manovra

* Avanti con riforme, garantire lavoro a giovani

* Ridurre ancora uso contante e aumentare estimi catastali (Aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 9 dicembre (Reuters) - La manovra è “necessaria e urgente” per ristabilire la fiducia dei mercati nei confronti dell‘Italia, il cui debito pubblico è sostenibile solo se i tassi di interesse ritornano attorno al 5% dall‘attuale 7-7,5%, secondo il governatore della Banca d‘Italia Ignazio Visco.

Nella sua prima audizione parlamentare da quando ha preso il posto di Mario Draghi il primo novembre, Visco ha detto che la manovra da 33,4 miliardi varata domenica scorsa dal governo di Mario Monti ha effetti negativi sulla crescita ed è sbilanciata per oltre due terzi sulle maggiori entrate.

Per il numero uno di Bankitalia le manovre varate a luglio, agosto e dicembre, che riducono il deficit complessivamente di circa 76 miliardi nel 2013, “dimostrano la determinazione dell‘Italia a riequilibrare durevolmente i conti pubblici” e “rendono possibile conseguire gli obiettivi annunciati: il pareggio dei conti nel 2013 resta il punto di riferimento della politica di bilancio”.

Visco ha però sottolineato che i nuovi interventi portano la pressione fiscale intorno al 45%, “un valore molto elevato sia in prospettiva storica sia nel confronto internazionale”.

CALO RENDIMENTI PUO’ RIDURRE EFFETTO DEPRESSIVO SU PIL

Inevitabili gli effetti recessivi, che Bankitalia quantifica in almeno 0,5 punti di Pil nel prossimo biennio. L‘effetto sull‘inflazione delle nuove accise sui carburanti “sarebbe dell‘ordine di due decimi di punto nel 2012”.

La contrazione dello spread tra i rendimenti dei titoli italiani e quelli tedeschi dovrebbe però portare un forte beneficio.

“L‘impatto iniziale delle decisioni del Governo va in questa direzione: nel giorno successivo all‘annuncio della manovra i rendimenti sui nostri titoli decennali sono calati di circa 80 punti base; una riduzione di questa entità, qualora si dimostrasse duratura ed estesa all‘intero arco della curva per scadenza, compenserebbe in larga parte gli effetti restrittivi della manovra”, ha detto Visco.

“Se il nostro debito ha un rendimento che dal 7%-7,5% di novembre si porta al 5% è un debito che si può sostenere e che non fa nascere un avvitamento dell‘economia, ma se rimanesse permanentemente su livelli così alti si farebbe presto a fare i conti”, ha aggiunto.

AVANTI CON RIFORME, PRIORITA’ LAVORO PER GIOVANI

Poiché l‘incertezza sulla congiuntura economica resta “straordinariamente levata” nei prossimi trimestri, Visco sollecita il governo a intensificare lo sforzo “per assicurare il ritorno a tassi di crescita più elevati, il recupero della competitività delle imprese e una maggiore creazione di posti di lavoro” soprattutto a favore dei giovani.

Il governatore sperava si facesse “di più” per ridurre l‘onere fiscale che grava sul costo del lavoro di giovani e donne ma riconosce i limiti imposti al governo dai mercati finanziari.

Una valutazione nel complesso positiva arriva anche sulla riforma previdenziale, che causa “frustrazione” ma riduce le disparità di trattamento e completa “il lungo processo volto ad adeguare il nostro sistema alle mutate prospettive socio-demografiche e di sviluppo economico”.

Maggiori sforzi sono invece necessari sul fronte delle liberalizzazioni, soprattutto in quei settori “ancora poco esposti alla concorrenza come ad esempio i servizi per la mobilità urbana e i servizi postali”.

RIDURRE ANCORA USO CONTANTE E AUMENTARE ESTIMI CATASTALI

Bankitalia invita il governo a stringere ulteriormente la morsa contro l‘evasione fiscale riducendo anche al di sotto dei 1.000 euro previsti dalla manovra l‘uso del contante.

“L‘uso del contante serve alla mafia ed è inefficiente per il sistema”, ha detto il governatore.

Analizzando la nuova imposizione sulle case, Visco dice che “in prospettiva il processo di revisione delle tariffe d‘estimo va accelerato”.

“Secondo le più recenti stime dell‘Agenzia del territorio, il valore di mercato del patrimonio abitativo è nel complesso molto superiore a quello dell‘imponibile fiscale. Lo scostamento è tanto più ampio quanto più elevata è la ricchezza immobiliare dei proprietari e, inoltre, risulta molto differenziato per ubicazione urbana e vetustà dell‘immobile. L‘aggiornamento delle tariffe d‘estimo, a parità di gettito, consentirebbe di riequilibrare questi aspetti distributivi”.

Visco si mostra invece perplesso sull‘ipotesi di istituire un‘imposta ordinaria sul patrimonio, che “genera sentimenti molto forti” come la paura di esproprio.

(In redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224393, Reuters Messaging: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net)

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