Ue, accordo su patto fiscale ma non su modifiche a Trattato

venerdì 9 dicembre 2011 08:41
 

BRUXELLES, 9 dicembre (Reuters) - I leader europei si sono accordati su regole fiscali più stringenti per i Paesi membri della zona euro, ma non sono riusciti a raggiungere un'intesa tra tutti i 27 stati membri per apportare modifiche al Trattato istitutivo dell'Ue, con la conseguenza che un eventuale accordo in merito coinvolgerà i soli Stati della zona euro e quanti vorranno volontariamente aggregarsi.

Dopo dieci di ore di trattative, i passi avanti sono stati molto limitati, se si eccettua l'impegno dei leader europei a lavorare per un nuovo "patto fiscale", termine utilizzato per indicare un regime di deficit e debito più stringente per isolare la zona euro dalla crisi debitoria.

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi ha definito la decisione un passo avanti verso quel "fiscal compact" da lui indicato come necessario affinché i 17 Paesi della zona euro possano uscire rafforzati dopo due anni di turbolenze sui mercati.

"Sarà una buona base per un patto fiscale e una maggiore disciplina nella politica economica tra i Paesi membri della zona euro" ha detto Draghi lasciando il summit. "Siamo arrivati a conclusioni che dovranno essere rimpolpate nei prossimi giorni".

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente francese Nicolas Sarkozy avrebbero voluto portare tutta l'Unione europea ad aderire ai cambiamenti al Trattato di Lisbona in modo da estendere regole fiscali e debitorie più ferree nella legge fondante dell'intero blocco.

Ma la Gran Bretagna, che è fuori dalla zona euro, si è opposta a questa mossa, richiedendo un protocollo di garanzia a protezione del suo settore finanziario. Sarkozy ha definito inaccettabile tale richiesta avanzata dal premier britannico David Cameron.

In conseguenza di ciò, Sarkozy e Merkel hanno detto che l'intenzione ora è di dare vita a un trattato intergovernativo tra i Paesi della zona euro e gli altri che vorranno aggregarsi. I due leader hanno segnalato che l'accordo potrebbe comprendere 25 Paesi in tutto, escludendo la Gran Bretagna e l'Ungheria, per il momento.

E' stato inoltre deciso che il Meccanismo di stabilità europea Esm avrà una portata di 500 miliardi di euro, meno di quanto suggerito sarebbe stato possibile prima del summit, e che la struttura non sarà dotata di una licenza bancaria, come il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy aveva originariamente proposto.

Si è raggiunto,inoltre, l'accordo sulla fornitura da parte dei Paesi Ue di prestiti bilaterali al Fondo monetario internazionale per un ammontare complessivo fino a 200 miliardi di euro, quale contributo per frenare la crisi del debito. Dai paesi della zona euro arriveranno 150 miliardi della cifra totale.   Continua...