7 dicembre 2011 / 17:43 / 6 anni fa

PUNTO 1 - Manovra necessaria ma rischia di far aumentare i poveri - Istat

(Aggiunge altre dichiarazioni Giovannini)

ROMA, 7 dicembre (Reuters) - La manovra è necessaria, ma peserà negativamente sulla crescita economica e rischia inevitabilmente di far aumentare il numero di famiglie e pensionati poveri.

È questa la valutazione che arriva dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un'audizione alla Camera.

"Come ordine di grandezza, un punto percentuale di interessi in più o in meno, a regime sullo stock di debito, varrebbe 19 miliardi di euro l'anno, circa l'80% dei risparmi previsti con la manovra", dice Giovannini analizzando gli effetti della sfiducia che i mercati finanziari continuano ad avere verso la sostenibilità del bilancio pubblico italiano.

Di conseguenza, "ogni valutazione sul decreto legge andrebbe svolta tenendo conto dello scenario che si sarebbe determinato in sua assenza, specialmente in termini di incertezza negli operatori".

L'Istat valuta infatti che "un prolungamento delle tensioni sui mercati finanziari, o peggio un vero e proprio avvitamento della situazione, avrebbe determinato effetti macroeconomici negativi estremamente più ampi di quelli potenzialmente determinati dalle misure in discussione".

Tuttavia, Giovannini riconosce che la manovra è troppo sbilanciata sul fronte delle maggiori entrate e questo tende "ad avere un impatto complessivamente sfavorevole in termini di crescita".

Giovannini si mostra critico anche sull'effetto della mancata indicizzazione all'inflazione per le pensioni superiori al doppio del minimo Inps (poco meno di 1.000 euro) e sulle conseguenze dell'imposizione immobiliare tramite l'Imposta municipale propria, la nuova Ici.

Secondo i parametri europei di povertà relativa (60% del reddito mediano equivalente), "ricadono in questa categoria il 29,8% dei percettori di una pensione inferiore ai 915,52 euro, per un totale di quasi 2,3 milioni di pensionati e, di converso, il valore soglia identificato garantirebbe l'indicizzazione all'89,7% per cento dei pensionati a rischio di povertà", dice Giovannini.

Il presidente dell'Istat aggiunge che nei prossimi anni la quota dei pensionati poveri "è, verosimilmente, destinata a crescere a seguito dell'impatto congiunto delle misure di questa e delle manovre precedenti, nonostante l'indicizzazione".

Quanto all'Imu, Giovannini dice che "l'elevata quota di famiglie a rischio di povertà proprietarie dell'abitazione principale rende evidente l'impatto dell'imposizione su soggetti già deboli: in questo caso, l'effetto maggiore viene esercitato sulle famiglie di anziani".

In Italia sono infatti quasi 18 milioni le famiglie proprietarie o usufruttuarie di un'abitazione (circa il 71% delle famiglie residenti). Mentre tra le famiglie non a rischio di povertà la quota di proprietari è del 74,7%, tra le famiglie a rischio la quota scende al 56,4% per cento e si riduce ulteriormente al 47,4% nel caso essa sia composta da cinque o più componenti. Tra le famiglie a rischio di povertà, coloro i quali hanno come fonte principale la pensione o trasferimenti pubblici sono proprietari di casa nel 69,4% dei casi.

"Si tratta di circa 1.600.000 famiglie, sulle quali, quindi, il pagamento dell'imposta sugli immobili può aumentare ulteriormente il rischio di povertà", ha aggiunto Giovannini.

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