PUNTO 1 - Fisco, governo contrario a concordato con Svizzera - Giarda

mercoledì 7 dicembre 2011 17:54
 

(Aggiunge dichiarazioni Giarda)

ROMA, 7 dicembre (Reuters) - Il governo italiano è contrario a recepire uno schema di concordato fiscale con la Svizzera analogo a quello sottoscritto da Germania e Gran Bretagna.

Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, rispondendo al question time della Camera a nome del ministero dell'Economia.

"Gli accordi firmati della Svizzera con la Germania e il Regno Unito, denominati Accordi di cooperazione nell'area della tassazione, non rientrano nella tipologia delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni ispirate al modello Ocse, ma sono, invece, basati sostanzialmente su di una sanatoria o condono per il periodo pregresso, mediante applicazione di un'imposta una tantum ai valori mobiliari non tassati nei Paesi di residenza dei contribuenti e collocati in Svizzera, e l'applicazione di un'imposta liberatoria, su base annuale per il futuro, che la Svizzera riverserà, in forma anonima, agli Stati di residenza, escludendo la possibilità di risalire all'identità dei contribuenti", ha detto Giarda.

"Tali accordi consentono, pertanto, il mantenimento del segreto bancario in Svizzera. La natura degli accordi in questione, oggetto anche di una recente forte presa di posizione contraria della Francia, sta sollevando numerose critiche e perplessità nelle sedi e nei dibattiti internazionali".

Giarda ricorda infatti che la Commissione europea ha evidenziato "le criticità che emergono dall'analisi provvisoria effettuata dai servizi della Commissione europea relative al livello della ritenuta prevista dall'Accordo svizzero-tedesco (il 26,37%) in quanto inferiore al livello attuale (35%) previsto dal richiamato Accordo tra la Comunità europea e la Svizzera in materia di tassazione del risparmio e dalla natura liberatoria della ritenuta prevista dai citati accordi bilaterali, che confligge con la natura di pagamento d'acconto della ritenuta applicata ai sensi dell'accordo tra Unione europea e Svizzera".

Inoltre, poiché l'analisi provvisoria fin qui effettuata dalla Commissione "fa ritenere che gli accordi bilaterali in questione siano suscettibili di sovrapporsi ad aspetti già disciplinati, sia dalla citata direttiva dell'Unione europea in materia di tassazione del risparmio, sia dal richiamato accordo tra la Comunità europea e la Svizzera nella stessa materia, il commissario alla fiscalità ha specificato che, nella misura in cui venga confermato che i menzionati accordi bilaterali coprono aree di esclusiva competenza comunitaria, la Commissione europea considererà la questione in maniera molto seria e non esiterà ad intraprendere, ove necessario, le misure correttive del caso. Non viene esclusa, in sostanza, l'apertura di una procedura di infrazione", ha detto Giarda leggendo la risposta scritta dal Tesoro.

"I due Accordi bilaterali citati, essendo basati sul mantenimento dell'anonimato e, conseguentemente, del segreto bancario svizzero, non sono in linea con lo standard richiesto dall'Ocse in materia di trasparenza fiscale e di scambio di informazioni. In sede Ocse è atteso, peraltro, prossimamente, l'esame dei due Accordi in questione", ha aggiunto Giarda.

"Pare, infine, opportuno chiarire che le somme che le banche svizzere anticiperebbero, a titolo di acconto, alla Germania, non sarebbero pagate immediatamente, ma soltanto successivamente all'entrata in vigore dell'Accordo, prevista per il 2013", ha detto il ministro.

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