Censis, società italiana "fragile" ma pronta a sacrifici

venerdì 2 dicembre 2011 12:42
 

ROMA, 2 dicembre (Reuters) - La società italiana del 2011 "è fragile, isolata ed eterodiretta", meno della metà dei cittadini si dichiara "italiano" mentre gli altri preferiscono l'identità locale o europea, ma oltre il 57% è pronto "a sacrificare il proprio tornaconto personale per l'interesse generale del Paese".

E' l'indicazione che viene dal 45esimo rapporto annuale del Censis presentato oggi.

La società italiana "è fragile, forse per la prima volta da decenni, con una crisi che viene dall'esterno, cioè dal non governo della finanza globalizzata", sottolineano le Considerazioni generali del Centro studi investimenti sociali.

Il rapporto indica però anche una "stanchezza collettiva" di un Paese che non reagisce alla caduta dell'occupazione e dei consumi.

Il rischio, per il Censis, che l'Italia si isoli e finisca esclusa a livello internazionale, continuando a perdere peso nell'Unione europea e nei rapporti con gli alleati occidentali, senza rapporti con i paesi rampanti dell'economia mondiale e anche assistendo da lontano alla "primavera araba" in Nord Africa.

Un indicatore interessante è quello dell'autostima nazionale, che nel 2011 pone l'Italia al terz'ultimo posto su una graduatori di 37 paesi occidentali considerati. Mentre il "brand" italiano è al 14esimo posto - meglio di Usa, Regno Unito e Francia - quando si chiedono opinioni all'estero.

LA SALVEZZA NELLO "SCHELETRO CONTADINO"

Il Rapporto fa dunque appello allo "scheletro contadino" del Paese, in quanto "origine della cultura di continuo adattamento", e alla capacità di "lunga durata", per superare la crisi attuale, ritrovando il primato dell'economia reale su quella finanziaria.   Continua...