PUNTO 1 - Debito, interessi a quasi 100 mld in 2012 - Confindustria

giovedì 1 dicembre 2011 16:35
 

(Aggiunge dettagli da nota)

ROMA, 1 dicembre (Reuters) - Il Centro studi di Confindustria (Csc) dice che ai tassi attuali pagati dallo Stato la spesa per interessi sul debito pubblico è destinata a sfiorare i 100 miliardi di euro già nel 2012.

Nella nuova edizione della Congiuntura flash si legge infatti che "il permanere di rendimenti dei Btp oltre il 7% renderebbe la raccolta bancaria rarefatta e a costi proibitivi per il finanziamento dei prestiti" e "aggiungerebbe al servizio del debito oneri per 18 miliardi sul bilancio pubblico 2013".

"L'impennata dei rendimenti dei Btp italiani (al 7,3%; 4,7% in giugno, 4,0% nel 2010) innalza il costo della raccolta bancaria e quindi i tassi pagati da imprese e famiglie. Le statistiche sono troppo vecchie per incorporare tutto l'impatto del recente balzo dello spread (a settembre tasso medio sui nuovi prestiti al 3,4% e credito ancora in aumento), ma si moltiplicano le segnalazioni di congelamento delle erogazioni", dice il Csc.

"Con i Btp ai livelli attuali, il tasso sulle obbligazioni bancarie salirà rapidamente al 5,9% nel 2012 (6,5% nel 2013; stime CSC). Scaricato a valle, renderà proibitivi progetti di investimento e acquisti di beni durevoli".

"Il costo medio del debito pubblico si innalza più gradualmente: 5,1% nel 2012 e 5,6% nel 2013 (4,2% nel 2011). Comunque, basta a incrementare la spesa per interessi di 11,9 miliardi nel 2012 e di 17,9 nel 2013, rispetto alle stime effettuate in settembre dal governo", dice il Csc nella sua Congiuntura flash.

L'ultima previsione ufficiale del governo italiano indica una spesa per interessi pari complessivamente a 85,806 miliardi per il prossimo anno (5,3% del Pil) e a 90,792 nel 2013 (5,5% del Pil).

Di conseguenza la spesa per interessi, stando ai calcoli di Confindustria, dovrebbe raggiungere 97,706 miliardi nel 2012 e 108,692 miliardi nel 2013.

Le conseguenze si stanno già facendo sentire sull'economia italiana: "Le attese di produzione (Istat), ai minimi da due anni, e i giudizi sugli ordini, specie esteri, puntano a una più intensa contrazione nei prossimi mesi. Ciò è coerente con una riduzione del Pil a fine 2011 e inizio 2012, dopo la stagnazione estiva".

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