1 dicembre 2011 / 13:59 / 6 anni fa

PUNTO 2-Pensioni, metodo contributivo pro rata per tutti - Fornero

* Verso anticipo 65 anni vecchiaia per donne nel privato

* Per i giovani possibile licenziare, ma più ammortizzatori

* Fornero favorevole a salario minimo

* Sindacati chiedono incontro, ministro: troveremo spazio (Cambia titolo e lead, accorpa pezzi)

BRUXELLES/ROMA, 1 dicembre (Reuters) - Il governo porterà al Consiglio dei ministri del 5 dicembre una riforma delle pensioni "incisiva ma equa" con la introduzione del sistema contributivo pro rata per tutti i lavoratori.

Lo ha annunciato il ministro del Welfare Elsa Fornero in occasione del Consiglio dei ministri del lavoro Ue che si è riunito oggi a Bruxelles.

Allo studio anche un anticipo, rispetto alla data del 2026 fissata dal governo Berlusconi, dell'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne impiegate nel settore privato.

"Ci sarà l'anticipo del metodo contributivo pro rata per tutti che poi andrà a regime progressivamente", ha detto la Fornero in un incontro con la stampa.

Con la introduzione di questa misura anche coloro che rientrano nel sistema retributivo si vedranno calcolata la pensione dal 2012, e per gli anni che rimangono prima del ritiro, sulla base dei contributi versati, come avviene per i lavoratori assunti dal 1996 in poi.

"Forse [ci sarà anche] l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento - per esempio sull'età delle donne - che già erano stati adottati dal governo precedente con una lunghezza che forse oggi non ci è più consentita", ha aggiunto il ministro.

Oltre al'innalzamento dell'età di vecchiaia per le donne, il precedente governo aveva previsto dal 2013 l'adeguamento dei requisiti per l'accesso alla pensione alle aspettative di vita, che potrebbe a questo punto scattare dal 2012.

PENSIONI: ALTRE IPOTESI ALLO STUDIO

Oltre agli annunci del ministro, ci sono altre ipotesi di intervento, alcune delle quali hanno scatenato la netta contrarietà del sindacato.

Fra queste: un innalzamento già dal 2012 a 100 della quota di età e contributi versati necessaria per il ritiro (dalla attuale quota 96, con 61 anni di età e 35 di contributi) e il superamento del tetto dei 40 anni di contributi come limite massimo per lasciare il lavoro fino a 41-43 anni - ipotesi contestata in particolare dalla Cgil e dall'Italia dei valori.

Per Susanna Camusso, 40 è il "numero magico" oltre il quale non si può andare, mentre l'Idv chiede che non si colpiscano i lavoratori che abbiano effettivamente versato 40 anni di contributi.

Possibile anche un innalzamento dell'età pensionabile con incentivi (per chi si ritira dai 65 anni in su) e disincentivi (per chi si ritira prima) e un aumento delle aliquote contributive degli autonomi, attualmente tra il 20% e il 21%, per allinearle o almeno avvicinarle a quelle dei dipendenti pari al 33%.

L'intervento sicuramente più contestato, perché percepito come misura non equa che serve a fare cassa, sarebbe l'eventuale blocco per uno o due anni a partire dal 2012 dell'adeguamento degli assegni all'inflazione, fatte salve le pensioni minime, tanto più se si considera che quest'anno l'indice dei prezzi al consumo viaggia poco sotto il 3%. Secondo alcune stime pubblicate dai giornali la piena applicazione del blocco frutterebbe fino a 6 miliardi.

La misura sarebbe peraltro recessiva perché andrebbe a colpire le pensioni medie, considerando che per quelle superiori a cinque volte il minimo Inps già la manovra varata a luglio dal precedente governo Berlusconi prevede una stretta sulle rivalutazioni.

Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ha stamani invitato il governo di Mario Monti a una convocazione ufficiale dei sindacati, al di là dei contatti informali.

La Fornero si è detta disponibile: "Dovremo trovare una finestra".

LAVORO: SI LAVORA SU FLEXICURITY, SALARIO MINIMO

"Abbiamo ben chiari i difetti del nostro mercato lavoro, il suo dualismo e i principi di flexicurity che dovrebbero ispirarne la riforma", ha spiegato il ministro in tema di politiche per l'occupazione precisando però che "non ci saranno misure specifiche su questo tema lunedì ma sicuramente ci lavoreremo molto. La flexicurity è importante ma voi capite che in agenda non può entrare tutto".

La flexicurity prevede una maggiore libertà di licenziamento per motivi economici o organizzativi a fronte di un rafforzamento degli ammortizzatori sociali che garantisca in tempi brevi il ricollocamento del lavoratore. L'introduzione di tali meccanismi punta a garantire maggiormente i lavoratori più giovani che, avendo spesso contratti atipici, non possono usufruire delle tutele tradizionali.

A chi le chiedeva se fosse favorevole al reddito minimo garantito, il ministro ha risposto: "Credo sia la direzione nella quale lavoreremo. Ma sono le mie preferenze. Non l'impegno del governo".

"Combatteremo il lavoro sommerso e l'evasione fiscale. Non perderemo neppure un minuto per realizzare le riforme", ha aggiunto Fornero che ha concluso: "La premessa è che in questo particolare momento noi abbiamo l'agenda dettata dalla sopravvivenza dell'euro. Sono riforme che implicano dei sacrifici. I privilegi vanno eliminati, ma questo non risana i conti pubblici".

(Scritto da Francesca Piscioneri, in Redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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