November 29, 2011 / 2:04 PM / 6 years ago

Monti prepara manovra per il 5 dicembre, rassicura su conflitto interessi

6 IN. DI LETTURA

* Grilli parteciperà a tutte le riunioni del Cdm

* Lunedì primo pacchetto con manovra aggiuntiva

* Ipotesi che per ora nuova correzione sia limitata-fonti

di Giuseppe Fonte

ROMA, 29 novembre (Reuters) - Completata la squadra di governo, Mario Monti stringe i tempi sulla complessa manovra che vedrà la luce il 5 dicembre prossimo, mentre la Commissione europea torna a chiedere misure aggiuntive per il rispetto del pareggio di bilancio nel 2013.

Al termine della cerimonia di giuramento per sottosegretari e vice ministri a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio parla di una "squadra snella e forte" che aiuterà "le forze politiche a ritrovare un clima più sereno e una riconciliazione con l'opinione pubblica". E a chi sottolinea l'inopportunità che facciano parte del governo due ex top manager del gruppo Intesa San Paolo, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera e il suo vice alle Infrastrutture Mario Ciaccia, Monti assicura "una trasparenza assoluta".

Il Capo del governo replica anche alle critiche per il ritardo con cui l'esecutivo è entrato in piena attività: "Le condizioni di emergenza in cui il governo si è trovato non mi hanno consentito di dedicarmi 24 ore su 24 alla squadra, dovendo anche stabilire gli opportuni contatti in Europa".

Grilli Partecipera' a Cdm. Ue Chiede Nuova Manovra

Il numero complessivo delle persone che siederanno in Consiglio dei ministri scende "da 26 a 19 del precedente governo. I vice ministri e i sottosegretari scendono invece da 40 a 28", ha detto Monti.

Il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, sarà "permanentemente invitato ad assistere alle sedute del governo", ha aggiunto Monti accennando al fatto che il numero due del Tesoro dovrà rinunciare "a trattamenti economici per servire il Paese".

Il presidente del Consiglio parteciperà a partire dal pomeriggio alla riunioni di Eurogruppo ed Ecofin che si concluderanno domani. Un vertice delicato per l'Italia, dal momento che il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn illustrerà i risultati del primo monitoraggio sull'Italia.

Come già aveva fatto nel questionario inviato allora ministro Giulio Tremonti, Bruxelles tornerà a chiedere misure aggiuntive perché il deterioramento della congiuntura economica vanificherà parte della manovra da quasi 60 miliardi approvata dal Parlamento a metà settembre.

Poiché la commissione europea vede il deficit ancora sopra l'1% del Pil nel 2013 (0,1% l'ultima stima ufficiale del governo italiano), la nuova manovra dovrebbe ridurre ulteriomente il deficit di 11 miliardi nel 2012 e di 17,4 miliardi circa nel 2013. Senza contare l'impatto dei maggiori interessi sul debito che il mercato continua a chiedere all'Italia per rifinanziare il suo debito pubblico..

Un primo impatto positivo sul deficit potrebbe venire dalla annunciata spending review del Fondo unico della presidenza del Consiglio, spesso utilizzato per compensare in parte i tagli imposti ai singoli dicasteri.

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Il governo sembra però nutrire poca fiducia sulla strategia di ricorrere a manovre continue, approvate a pochi mesi l'una dall'altra e il cui inevitabile effetto recessivo rischia di minarne in parte l'efficacia.

"L'Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale, mentre l'impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi attraverso misure di impulso alla crescita", diceva una nota di Palazzo Chigi diffusa venerdì scorso al termine del Consiglio dei ministri.

Per questo, secondo quanto riferiscono fonti politiche, il nuovo intervento sui conti potrebbe essere per ora di entità limitata, nell'attesa di verificare gli effetti dei primi provvedimenti per il rilancio della crescita, che saranno illustrati sempre nella riunione di lunedì prossimo.

Monti ha già annunciato che a parità di gettito la composizione del prelievo fiscale può essere modificata "in modo da renderla più favorevole alla crescita", spostando le tasse da da lavoro e imprese a proprietà e consumi.

La leva fiscale permette infatti di mobilitare ingenti risorse.

Rispondendo alle domande di Bruxelles a ridosso delle dimissioni di Silvio Berlusconi, i tecnici del Tesoro hanno scritto nero su bianco che il ritorno dell'Ici sulla prima casa frutterebbe 3,5 miliardi, anche di più se, come ha lasciato intendere Monti illustrando le sue linee programmatiche, il governo agirà anticipando l'entrata in vigore dell'Imu, l'Imposta municipale sugli immobili prevista dal Federalismo municipale a partire dal 2014.

Il governo potrebbe ricorrere anche ad un nuovo aumento dell'Iva. Alzare di un punto percentuale sia l'aliquota ridotta al 10% sia l'aliquota ordinaria al 21% garantirebbe "più di 6 miliardi" l'anno. La revisione delle accise potrebbe essere impostata per garantire "più di 4 miliardi su base annua"..

(- ha contribuito Alberto Sisto)

(in Redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224393, Reuters Messaging: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net)

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