Svizzera, Ue si avvia a contestare accordi con Germania e Gran Bretagna

lunedì 28 novembre 2011 12:58
 

ROMA, 28 novembre (Reuters) - La Commissione europea si avvia a contestare i concordati fiscali siglati dalla Svizzera con Germania e Gran Bretagna.

"La Commissione ha detto chiaramente che le aree di competenza legislativa comunitaria non possono essere oggetto di accordi bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi", ha detto un portavoce di Bruxelles a nome di Algirdas Semeta, il commissario europeo responsabile per gli Affari fiscali.

La Gran Bretagna e la Germania hanno firmato con la Svizzera un accordo secondo lo schema Rubik, dal nome dell'inventore del famoso cubo. Il concordato attribuisce alla Svizzera il ruolo di sostituto di imposta a partire dal 2013. I contribuenti stranieri dovranno accettare un'imposta su redditi e utili da capitali che la Svizzera verserà a uno dei due Stati europei, secondo il caso. La convenzione impone anche il versamento di un'imposta liberatoria una tantum per chiudere le vertenze fiscali pregresse. Come contropartita, le banche svizzere non dovranno rivelare l'identità dei loro clienti mantenendo intatto il segreto bancario.

La Commissione europea ritiene tuttavia che gli accordi violino la disciplina comunitaria e possano allentare il contrasto all'evasione fiscale. Per questo Semeta sta valutando di ricorrere ad azioni legali, ha spiegato il portavoce.

"Il commissario Semeta è fiducioso che si troverà una strada per risolvere i problemi che la Commissione ravvisa in questi accordi e si adopererà per rimuovere dalle intese le parti che incidono sulle leggi comunitarie", ha aggiunto il portavoce.

Le direttive comunitarie stabiliscono che gli interessi maturati sui conti correnti aperti in Svizzera da cittadini europei siano tassati al 35% ma la Commissione vuole estendere il prelievo anche ai fondi di investimento svizzeri.

La Svizzera vuole fare degli accordi siglati con tedeschi e inglesi un modello per gli altri Stati europei come Grecia e Italia.

L'ex ministro dell'Economia italiano, Giulio Tremonti, si è mostrato freddo sullo schema Rubik proprio a causa dell'anonimato che le banche svizzere potrebbero continuare a garantire ai loro clienti. L'associazione delle banche italiane, l'Abi, ha criticato lo schema Rubik perché comporterebbe un trattamento di discriminazione sul piano della riservatezza tra cittadini che mantengono risorse finanziarie in Italia e quelli che le spostano in Svizzera.

Emergono tensioni anche in Germania: su pressione dell'opposizione il governo della cancelliera Angela Merkel ha chiesto di rivedere il concordato, ritenendolo troppo favorevole a chi ha evaso le tasse.

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