PUNTO 1-Seat, in "term sheet" spazi evitare default

venerdì 25 novembre 2011 17:50
 

(Aggiunge approvazione Seat, contesto)

MILANO, 25 novembre (Reuters) - L'accordo tra Seat , banche e possessori del bond Lighthouse, annunciato oggi, offre alla società una via d'uscita che le consente di pagare la cedola a fine mese, senza l'intesa sul prezzo di conversione, allontanando così il rischio default.

Lo dicono alcune fonti vicine alla vicenda, aggiungendo però che non sarà facile avere la formalizzazione da parte di tutte le banche creditrici in pochi giorni e quindi rendere l'intesa esecutiva. In mancanza di una finalizzazione, è probabile un default tecnico, con le trattative che proseguono.

La questione sarebbe risolta se azionisti e bondholder si accordassero sui valori di conversione del Lighthouse, eventualità che però al momento non sembra essere nelle carte.

"Lo schema dell'accordo consente alla società di pagare la cedola senza l'intesa sui valori di conversione", dice una fonte vicina alla vicenda.

"Nel 'term sheet' mi sembra che ci sia una scappatoia per pagare la cedola senza avere un accordo complessivo sul debito e senza rischiare l'accusa di aver preferito un creditore rispetto a un altro", dice una seconda fonte vicina alla vicenda.

I soggetti che detengono azioni o debito Seat sono: gli azionisti, quindi i fondi di private equity Permira, Cvc e Investitori Associati; un comitato che riunisce alcuni fondi che detengono più del 50% del bond Lighthouse tra cui Alden Capital, Anchorage, Marathon, Monarch, Owl Creek, Sothic Capital; i possessori dei bond senior con scadenza 2017; le banche creditrici, Rbs è la capofila.

Il bond è scambiato a quota 15 su 100.

  Continua...