Servizi pubblici,movimenti acqua lanciano campagna autoriduzione

venerdì 25 novembre 2011 14:52
 

ROMA, 25 novembre (Reuters) - I movimenti per l'acqua pubblica, che hanno vinto i referendum del giugno scorso contro l'affidamento alla gestione dei privati delle risorse idriche, manifestano domani a Roma per chiedere il rispetto del risultato del voto e lanciare una campagna di "autoriduzione delle bollette".

"Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato... e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico", dice l'appello pubblicato sul sito web del Forum italiano dei movimenti per l'acqua.

"Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa", dice ancora l'appello.

Nella legge di stabilità approvata all'inizio di novembre dal precedente governo di centrodestra - con il sostegno del Terzo Polo e l'astensione del Pd - è prevista anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che rovescia di fatto l'esito referendario.

Ma la legge obbliga anche i Comuni dal 2013 a ridurre più incisivamente il debito: con la vendita degli immobili, o anche attraverso la vendita delle quote delle aziende di servizi locali.

"Il risultato referendario deve essere rispettato e trovare immediata applicazione", chiedono i movimenti per l'acqua, che hanno chiesto nei giorni scorsi un incontro col premier Mario Monti, e organizzano la manifestazione nazionale di domani a Roma, con partenza alle 14 da piazza della Repubblica e arrivo alla Bocca della Verità.

Gli organizzatori hanno anche annunciato, a partire dal primo gennaio 2012, una campagna nazionale per l'autoriduzione delle bollette del 7%, col rifiuto di pagare per la "remunerazione del capitale investito" che il referendum avrebbe abolito.

"Lo scopo principale della campagna di 'obbedienza civile' è ovvio: ottenere l'applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum", dice l'appello del Forum.

"Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno".   Continua...