Italia, senza riforme non bastano misure macro contro crisi-Visco

venerdì 25 novembre 2011 11:05
 

ROMA, 25 novembre (Reuters) - Non bastano politiche macroeconomiche per fare uscire l'Italia dalla crisi ma serve intaccare i ritardi strutturali con riforme che favoriscano la concorrenza, migliorino il mercato del lavoro e rendano efficiente la giustizia civile.

Lo dice il governatore di Bankitalia Ignazio Visco in un intervento, il primo da numero uno di Palazzo Koch, a Catania per il XXX Congresso nazionale dell'AIMMF.

Occorrono, dice Visco, riforme per alzare il potenziale di crescita anche valorizzando la dotazione di capitale umano.

"Non ci si può illudere che interventi di natura macroeconomica siano in grado di ovviare a queste carenze; questa osservazione non discende tanto dal fatto che il loro spazio di azione è oggi limitato, quanto dalla convinzione che solo intaccando le nostre debolezze strutturali si può rigenerare l'economia italiana", dice Visco.

"Per un riequilibrio strutturale e duraturo è necessario che il Paese torni a crescere", aggiunge il governatore ricordando che pure le manovre fatte in estate non sono state sufficienti.

Visco ricorda poi la lunga serie di interventi necessari e sottolinea anche che serve modificare le regole del mercato del lavoro "congiuntamente" al sistema di protezione sociale, con l'obiettivo di rendere più efficiente la riallocazione delle risorse umane verso impieghi più produttivi.

Le principali aree di intervento sono note da tempo, dice Visco: "più concorrenza, in particolare nei settori dei servizi protetti; un più ampio accesso al capitale di rischio, soprattutto per le imprese innovative; una regolamentazione del mercato del lavoro e un sistema di protezione sociale che, agendo congiuntamente, favoriscano la riallocazione delle risorse umane verso gli impieghi più produttivi; una giustizia civile più efficiente".

Il governatore aggiunge però un ulteriore punto, "almeno importante quanto i precedenti: l'aumento della dotazione di capitale umano del nostro paese".

Per il governatore "è ancora scarsa la capacità del sistema produttivo italiano di valorizzare adeguatamente le risorse umane. I differenziali salariali per livelli di istruzione sono non solo inferiori a quelli di altri paesi, ma sono molto meno ampi per i lavoratori più giovani che per quelli più anziani".   Continua...