Napolitano chiede cittadinanza per "nuovi italiani" immigrati

martedì 15 novembre 2011 14:45
 

ROMA, 15 novembre (Reuters) - Il presidente della Repubblica ha chiesto oggi di riconoscere la cittadinanza a bambini e ragazzi "di origine immigrata", affermando che rappresentano "una grande fonte di speranza" per l'Italia e servono anche loro a sostenere "il fardello del debito pubblico".

"Sono convinto che i bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione facciano parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, e rappresentino una grande fonte di speranza", ha detto Giorgio Napolitano nell'incontro al Quirinale coi "nuovi cittadini italiani".

Il capo dello Stato ha detto che chi non capisce la portata del "fenomeno migratorio" e quanto servano gli immigrati all'Italia non sa guardare "alla realtà e al futuro".

Senza il contributo futuro degli immigrati, ha affermato Napolitano, "anche il fardello del debito pubblico sarebbe ancora più difficile da sostenere".

Dopo aver ricordato che in 20 anni, tra il 1991 e oggi la presenza dei residenti straniera è aumentata di 12 volte, il presidente ha rilevato che però "gli immigrati che sono diventati cittadini sono ancora relativamente pochi".

"All'interno dei vari progetti di riforma delle norme sulla cittadinanza, la principale questione rimane oggi quella dei bambini e dei ragazzi", ha detto Napolitano.

"Molti di loro non possono considerarsi formalmente nostri concittadini perché la normativa italiana non lo consente, ma lo sono nella vita quotidiana, nei sentimenti, nella percezione della propria identità".

Napolitano è andato però anche oltre, rivendicando per i giovani di origine immigrata non soltanto la cittadinanza, ma anche il legame con la loro cultura originaria.

Secondo il presidente "... non deve preoccupare il fatto che la loro sia un'identità complessa, non necessariamente unica, esclusiva. Se noi desideriamo che i figli e persino i nipoti o pronipoti dei nostri cittadini emigrati all'estero mantengano un legame con l'Italia e si sentano in parte anche e ancora italiani, non possiamo chiedere invece ai ragazzi che hanno genitori nati in altri paesi di ignorare le proprie origini".   Continua...