14 novembre 2011 / 13:08 / 6 anni fa

PUNTO 3-Governo, Monti consulta partiti, domani parti sociali

* Fini prevede fiducia entrambe le Camere entro venerdì

* Monti lavora a programma “con molti sacrifici” - Nucara

* Nessun altro bocconiano in squadra governo - fonti (Aggiunge Di Pietro)

di Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

ROMA, 14 novembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, ha avviato oggi a Palazzo Giustiniani le consultazioni con i partiti politici che si concluderanno domani pomeriggio.

Nelle previsioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il nuovo esecutivo dovrebbe ricevere la fiducia di entrambi i rami del Parlamento entro venerdì.

Esauriti gli incontri con i partiti, l‘ex commissario Ue riceverà anche le parti sociali in vista delle difficili scelte che il nuovo governo dovrà fare in tema di Welfare.

“Monti ha parlato di un programma importante con molti sacrifici”, ha riferito Francesco Nucara, rappresentante dei Repubblicani azionisti, al termine dell‘incontro con Monti.

Secondo Nucara, il presidente della Bocconi, “ha dei problemi: vorrebbe politici nel governo, ma i partiti non ne vogliono sapere. E da quel che ho capito questi problemi non verranno superati”.

Adolfo Urso, rappresentante di Fareitalia per la Costituente Popolare (che raggruppa alcuni ex Fli ed ex Pdl), ha detto: “Crediamo che il nuovo governo debba attuare subito l‘agenda concordata con l‘Unione europea e tutte le altre misure necessarie per abbattere il debito pubblico e innescare la crescita. Maggiore rigore e maggiori riforme”.

Accanto al programma un‘altra questione chiave del nuovo governo che deve ancora nascere è la durata, ossia se avrà l‘orizzonte della legislatura che scade nel 2013 o solo qualche mese.

“Monti non si pone un problema di tempo per il suo programma. Potrebbe arrivare a fine legislatura nel 2013”, ha detto Mirella Giai, senatrice del gruppo misto eletto all‘estero, che ha incontrato il premier incaricato stamattina.

DURATA MONTI DIPENDERA’ DA FAVORE MERCATI

Fini, citando quanto detto ieri sera dal Capo dello Stato, ha scritto oggi su Twitter che “entro aprile ci sono 250 miliardi di titoli da collocare sul mercato. Se il governo avrà il favore dei mercati andrà avanti, altrimenti elezioni”.

Pochi giorni dopo il suo insediamento, Monti dovrebbe incontrare a Parigi o Berlino, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, rende noto una fonte vicina alla situazione.

I due partiti principali, Pd e Pdl, si sono impegnati a sostenere l‘esecutivo Monti, che sarà composto totalmente o in gran parte da tecnici non direttamente collegabili alle forze politiche.

Monti, che è anche presidente della Bocconi, metterà a punto la lista dei ministri da portare a Giorgio Napolitano al termine delle consultazioni.

“Nel prossimo governo non ci sarà nessun professore della Bocconi, tantomeno Tabellini che è rettore dell‘università e creerebbe un vuoto al vertice”, dice una fonte della stessa università.

“I più vicini a Monti lo ribadiscono con sicurezza: Monti non ha nessuna intenzione di formare un governo che possa apparire come una parziale replica della Bocconi”, aggiunge la fonte.

Le indiscrezioni stampa di questi giorni hanno indicato quali possibili ministri Guido Tabellini e Carlo Secchi, attuale ed ex-rettore dell‘ateneo milanese. Piuttosto che Tabellini, come indicato da alcune voci, “persone a lui vicine stanno dicendo a Monti di prendere l‘interim del ministero dell‘Economia”, altra ipotesi oggetto di indiscrezioni.

Pd e Pdl saranno ricevuti per ultimi domattina, mentre per il pomeriggio di oggi è atteso l‘incontro con il Terzo Polo.

La riunione con la Lega è stata sostituita da un colloquio telefonico tra Monti e Umberto Bossi.

Sia il partito di Antonio Di Pietro sia quello di Bossi avevano dichiarato inizialmente che si sarebbero messi all‘opposizione di un governo tecnico, caldeggiando le elezioni anticipate. Durante le consultazioni al Quirinale, la posizione è stata mitigata.

Antonio Di Pietro (Idv) dopo le consultazioni ha detto che “non ci metteremo di traverso al governo che nasce. Ci riserviamo di decidere in fiduciosa attesa della squadra e del programma, il nostro voto è condizionato a quello che Monti dice”. L‘Italia dei valori chiede anche la legge elettorale “poi al voto”.

La Lega non voterà la fiducia e valuterà se approvare o meno i singoli provvedimenti, come ha ribadito Bossi a Monti per telefono.

(hanno collaborato Luca Trogni da Milano e Steve Scherer da Roma)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net)

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