Crisi, pronto a sostenere governo tecnico ma Berlusconi non esce di scena

domenica 13 novembre 2011 19:45
 

ROMA, 13 novembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio uscente Silvio Berlusconi, in un messaggio videotrasmesso questa sera, ha detto che il suo partito è pronto a sostenere un "governo di elevato profilo tecnico" col voto in Parlamento. Lui non intende uscire di scena e raddoppierà il suo impegno nelle istituzioni.

"Siamo pronti a favorire gli sforzi del presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico reso forte da un largo consenso parlamentare", ha detto Berlusconi nel messaggio video, registrato poco fa a Palazzo Chigi, mentre al Quirnale il probabile premier incaricato Mario Monti è a colloquio col capo dello Stato Giorgio Napolitano.

"Noi faremo quindi il nostro dovere", ha detto Berlusconi.

"E' arrivato però il momento di mettere alle spalle ogni faziosità e ogni gratuita aggressività personale. Dobbiamo uniti far fronte a una crisi che non è nata in Italia", ha aggiunto ancora il premier uscente.

Per Berlusconi l'origine della crisi finanziaria che ha investito nelle ultime settimane l'Italia dipende dalla "nostra moneta comune l'euro, che non ha il sostegno che ogni moneta deve avere e cioè quello di una Banca prestatore di ultima istanza, garante della moneta. Questo deve diventare la Bce, se vogliamo salvare l'euro e con esso l'Europa".

"L'Italia e gli italiani comunque devono realizzare al più presto le riforme concordate con l'Europa per uscire da questa prova. Qualunque sia il prossimo governo nessuno potrò portarci via la nostra sovranità e la nostra autonomia nelle decisioni", ha detto ancora il premier.

Berlusconi ha dedicato l'ultima parte del suo messaggio a ricordare la sua discesa in campo nel '94 e a quanto fatto in questi anni in una sorta di testamento politico per poi confermare che non intende uscire dalla scena politica, come invece aveva detto nel colloquio della scorsa settimana col direttore della Stampa Mario Calabresi.

"A quanti hanno esaltato per quella che definiscono la mia uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare l'Italia", ha detto dopo aver definito "triste" la manifestazione di ieri davanti al Quirinale in cui "centinaia" di persone hanno festeggiato le sue dimissioni.

"Non mi attendo riconoscimenti ma non mi arrenderò finché saremo riusciti a modernizzare l'Italia, riformando la sua architettura istituzionale, il suo sistema giudiziario, il suo regime fiscale. Finché non saremo riusciti a liberare il nostro Paese dagli egoismi e dalle incrostrazione ideologiche dalle incrostrazione corporative che gli impediscono di sviluppare tutte le sue meravigliose qualità e potenzialità", ha detto.

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