10 novembre 2011 / 15:19 / 6 anni fa

PUNTO 1-Crisi, Sel dice sì a governo emergenza, comunisti e verdi contro

(modifica titolo, riscrive con dettagli e dichiarazioni)

ROMA, 10 novembre (Reuters) - Sinistra Ecologia e Libertà, la formazione guidata dal presidente della Puglia Nichi Vendola, è favorevole a un “governo di emergenza” a condizione che sia “a tempo” e che vari una patrimoniale. Ma gli ex alleati della cosiddetta sinistra radicale, Prc, Comunisti italiani e Verdi, sono invece contrari e chiedono elezioni anticipate.

Per Sel, che non è presente in Parlamento - al pari delle altre forze un tempo riunite sotto il cartello elettorale dell‘Arcobaleno - “ogni esperienza, anche quelle che intendono fronteggiare in buona fede l‘evidente emergenza economico finanziaria, non possono sopportare l‘ipoteca berlusconiana”, dice un comunicato diffuso oggi.

“Il rischio che un governo di emergenza diventi l‘ancora di salvataggio del regime precedente è in campo, nonostante l‘autorevolezza della figura di Mario Monti, prolungando una fase di incertezza che sarebbe dannosa per la nostra fragilissima finanza pubblica e per l‘intera situazione economica del paese”.

I dirigenti di Sel - partito il cui peso elettorale attuale è stimato dai sondaggi tra il 6,5% e l‘8% - dicono di essere comunque “consapevoli che per affrontare la crisi ci sia bisogno di responsabilità e impegni straordinari” e per questo chiedono un governo di emergenza che “non può che essere a tempo” e vari “una patrimoniale vera, che non colpisca i cittadini che stanno già pagando gli effetti nefasti della recessione”, prima di tornare al voto.

FERRERO (PRC) “SOLIDALE” CON DI PIETRO

Chiede invece “elezioni immediate” e un “fronte democratico” Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione comunista, che proprio contro Vendola vinse il confronto-scontro interno da cui nacque Sel.

Oggi Ferrero ha tenuto una conferenza stampa in strada, davanti al ministero dell‘Economia, per contestare “un governo tecnocratico, come quello che vogliono imporre in Grecia”, con la nomina dell‘ex numero due della Bce Lucas Papademos.

“Noi ci opponiamo a questa soluzione di destra e antipopolare... Di fronte a questa palude e al tentativo di abolire la democrazia, la parola deve tornare al popolo e noi proponiamo alle forze del nuovo Ulivo di dar vita ad un fronte democratico in grado di sconfiggere le destre e le loro politiche”.

Ferrero, ex ministro dell‘ultimo governo Prodi, ha anche espresso “solidarietà” al leader dell‘Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, “sottoposto ad una incredibile aggressione mediatica a causa della sua posizione contraria al governo Monti”.

Oggi Di Pietro ha detto chiaramente oggi sul proprio blog che “non voteremo la fiducia al governo Monti”, pur aggiungendo che “in Parlamento, se ci dovesse essere qualche provvedimento corretto e coerente, non ci sottrarremo a votarlo”.

L‘Idv è accreditata dagli ultimi sondaggi al 6-7% dei voti in caso di elezioni.

Per le elezioni sono schierati anche i Comunisti italiani - che con il Prc formano la Federazione della sinistra, che “pesa” nei sondaggi tra l‘1,5% e il 2% - e i Verdi, che chiedono “un atto di igiene politica”.

“Si vada subito al voto in modo che siano gli italiani a decidere il loro futuro”, ha detto in un comunicato Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, che a fine mese daranno vita ufficialmente a una nuova formazione federata, quella degli Ecologisti, e che in caso di elezioni sarà valutata tra lo 0,5% e l‘1,5%.

“Adesso è necessario mettere subito in campo un‘alternativa di governo e di programma a chi ha provocato il disastro per sconfiggere la speculazione finanziaria ed evitare che a pagare la crisi siano le fasce più deboli”.

Per Beppe Grillo, punto di riferimento del Movimento 5 Stelle che nell‘ultimo anno ha ottenuto clamorosi successi elettorali alle amministrative e che nelle ultime settimane viene accreditato da diversi sondaggi tra il 3,5% e il 5,5%, “Monti è il dito, la luna è la Terza Repubblica”.

“Il mondo che verrà non appartiene a (il presidente della Repubblica Giorgio) Napolitano, a (il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni) Letta o a Monti per ragioni di età e di pensiero”.

(Massimiliano Di Giorgio)

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