Bce, Trichet ha richiamato Tremonti il 26/10 a rispetto pareri su dl

giovedì 3 novembre 2011 19:32
 

ROMA, 3 novembre (Reuters) - Il presidente uscente della Bce Jean-Claude Trichet, cinque giorni prima di lasciare il suo ufficio e lo stesso giorno in cui l'Italia avrebbe dovuto confermare alla Ue gli impegni legislativi contro la crisi, ha inviato al ministro dell'Economia Giulio Tremonti una lettera per richiamare l'Italia al rispetto delle regole comunitarie.

In particolare Trichet richiama l'Italia al rispetto della tempistica per il "parere preventivo" da richiedere alla banca centrale su decreti legge che riguardino questioni monetarie, sistemi di pagamento, le banche centrali nazionali, la raccolta delle statistiche.

La lettera, che Reuters ha potuto consultare, è indirizzata all'"egregio professor Tremonti" e cita come esempi alcuni decreti, il più recente dei quali è il "Milleproroghe" del dicembre 2010. Si parla anche della manovra del luglio 2010 per quel che riguarda le questioni relative all'"autonomia" della Banca d'Italia, più altri tre casi specifici precedenti.

Trichet rimprovera che "le autorità italiane hanno consultato la Bce dopo che i decreti legge erano stati adottati ed erano pertanto divenuti pienamente efficaci".

La lettera, di tre pagine, contiene anche proposte per risolvere il problema, invitando il governo a consultare la Bce già nel momento di formulazione delle norme legislative garantendo la "rigorosa riservatezza" da parte della banca centrale.

La normativa alla quale Trichet si richiama, in questo ammonimento al Paese del suo successore Mario Draghi a poche ore dal passaggio di mano al vertice dell'Eurotower, è la decisione del Consiglio Ue del 29 giugno 1998 relativa alla consultazione della Bce "da parte delle autorità nazionali sui progetti di disposizioni legislative".

La lettera non ne fa menzione, ma fra i casi di parere della Bce dovrebbe rientrare anche la legge di Stabilità che ha stabilito nuovi tagli all'Istat provocando le proteste del presidente dell'istituto Enrico Giovannini.

Giovannini in Parlamento si è appellato al rispetto delle normative comunitarie e al rischio per l'Italia di incorrere in procedure di infrazione, poiché i nuovi tagli rischiano di impedire all'Istat di raccogliere i dati per molti indicatori macroeconomici importanti a livello comunitario.

Non è la prima volta che la Bce entra a gamba tesa nelle decisioni assunte da Tremonti. Il caso più clamoroso risale al 2009, quando il minstro dovette desistere dal proposito di tassare le plusvalenze auree, comprese quelle maturate sulle riserve conservate dalla Banca d'Italia.   Continua...