7 novembre 2011 / 11:36 / tra 6 anni

RPT-PORTAFOGLI-Threadneedle sottopesa equity, debito lungo Italia

(RPT)

* Tranquilli su titoli Italia a breve, default “impensabile”

* In sovrappeso su pharma, tlc e consumi di base

* Punta su high yield, governativi emergenti

MILANO, 7 novembre (Reuters) - C’ è poca Italia nei portafogli di Threadneedle, che preferisce le scadenze brevi sul debito tricolore e sottopesa Piazza Affari.

Lo ha detto a Reuters, in un’ intervista scritta, Mark Burgess, chief investment officer della società britannica di gestione degli investimenti che globalmente sovrappesa le borse, privilegiando settori difensivi e tenendosi alla larga da energetici e finanziari.

“Ci sentiamo tranquilli con titoli (italiani) a breve perché un default (dell’ Italia) è impensabile”, esordisce Burgess.

I leader politici Ue sono infatti consapevoli che “i governativi italiani sono un elemento assolutamente chiave dell’ attuale crisi dell’ euro e, date le dimensioni del mercato obbligazionario, evitare il collasso è vitale per la stabilità del sistema”, spiega.

Tuttavia, “dato il deterioramento delle prospettive di crescita e decisioni politiche non convincenti, restiamo in sottopeso sulle scadenze più lunghe”, aggiunge.

Il sottopeso sulla borsa milanese risparmia solo i titoli di alcune società selezionate esposte alla crescita globale piuttosto che a quella domestica e riflette anche “la nostra opinione che la crisi del debito e il rallentamento economico nella zona euro terranno sotto scacco per qualche tempo il sentiment degli investitori nelle economie dell‘Eurozona, in particolare quelle esposte alla periferia”.

Burgess non fa nomi ma, dal periodico aggiornamento Consob sulle partecipazioni rilevanti, Threadneedle Asset Management Holdings risulta titolare del 2,050% del capitale di Prysmian dal 23 giugno scorso.

IN SOTTOPESO “MAJOR” PETROLIFERE, OVERWEIGHT SU BENZINA

Con tassi di interesse e rendimenti “core” su livelli contenuti, la politica di investimenti della casa sovrappesa l’ azionario anche perché “le valutazioni stanno scontando prospettive economiche estremamente deboli con ricadute sulla redditività delle aziende superiori a quello che ci aspettiamo”, spiega il manager.

I portafogli si sono di recente spostati verso settori economicamente meno sensibili come farmaceutici, consumi di base e telefonici restando scarichi di energetici e confermando il sottopeso sui finanziari “alla luce degli aumentati rischi di haircut sul debito sovrano, l’ esigenza di ulteriore rafforzamento dei bilanci e fiacche prospettive di crescita di medio periodo”.

In sottopeso anche gli energetici, in particolare le “major petrolifere integrate” che “hanno riserve limitate e per cui sta diventando sempre più difficile e costoso trovare nuove forniture”, spiega Burgess che, nel settore, preferisce società di servizi petroliferi e società di esplorazione e produzione.

I portafogli di Threadneedle sono, tuttavia, tutt‘altro che digiuni di materie prime. Una delle posizioni più significative è il sovrappeso su benzina e distillati “perché questi mercati restano tirati dopo le interruzioni alle forniture di greggio leggero in alcuni paesi del Medio Oriente”, spiega il manager. Non solo. Nonostante gli inevitabili alti e bassi, le quotazioni delle materie prime sono destinate ad essere sostenute, nel medio e lungo periodo, anche dagli interventi dei governi volti a deprezzare le proprie valute per dare una spinta di breve alle esportazioni.

SPREAD HIGH YIELD SCONTANO DEFAULT RATE 10%

L‘orizzonte temporale degli investimenti sulle piazze azionarie deve essere tuttavia più dilatato di quello per il reddito fisso, dove Threadneedle scommette su governativi emergenti e sui corporate “high yield” che, dopo l’ estate, hanno differenziali di rendimento con i governativi “su livelli che si vedono tipicamente durante una recessione”.

“La nostra previsione del tasso di default 2012 è nel range del 2-3% mentre gli spread stanno scontando fallimenti più vicino al 10%”, ha detto.

Sul fronte emergenti, Burgess ricorda che paesi come Russia, Cina e Brasile hanno deficit e livelli di debito/Pil più bassi della maggior parte di quelli del mondo sviluppato.

“I fondamentali migliori che caratterizzano i mercati emergenti li mettono in una posizione migliore per affrontare eventuali errori di politica monetaria e questo, unito ai robusti rendimenti che offrono, è una delle ragioni per cui continuiamo a preferire i bond dei mercati emergenti ai governativi del mondo sviluppato”, ha detto il manager.

Threadneedle, che fa capo ad Ameriprise Financial a fine giugno aveva in gestione 76 miliardi di euro.

(Maria Pia Quaglia)

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