2 novembre 2011 / 20:35 / 6 anni fa

PUNTO 2-Consiglio ministri nel caos su decreto, sceglie emendamento

* Pdl per decreto, Napolitano è contrario, cdm sceglie emendamento

* Tremonti dà aut-aut, silente a ufficio presidenza Pdl

* Berlusconi: "Vado avanti" (Aggiunge dettagli su cdm, unifica pezzi)

ROMA, 2 novembre (Reuters) - Il Consiglio dei ministri di questa sera ha deciso di non varare alcun decreto ma di varare le misure necessarie a rilanciare la crescita e ripristinare la fiducia dei mercati sul debito pubblico italiano con un maxiemendamento da presentare al Senato alla legge di Stabilità.

Lo ha detto ai cronisti il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani al termine della riunione durata circa due ore.

Cresce il caos su contenuti e contenitori delle misure. Palazzo Chigi ha dirmato un comunicato, al termine della riunione di governo, per dire che "eventuali testi in circolazione non corrispondono a quanto esaminato e approvato dal cdm".

Più tardi è giunta anche la nota sui lavori, piuttosto scarna: "Il consiglio dei Ministri, appositamente convocato in via straordinaria, ha esaminato un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l'Europa. A seguito degli indirizzi da parte della Banca Centrale europea e delle intese raggiunte nell'ultimo Vertice dell'Unione, il Consiglio ha in particolare approvato un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità, che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal presidente Berlusconi nella sua lettera all'Unione europea del 26 ottobre scorso".

LE MISURE APPROVATE, CDM "CONTRO UN MURO"

Le misure approvate riguardano la defiscalizzazione Ires e Irap per i concessionari delle grandi opere, la semplificazione burocratica per le imprese e il potenziamento dell'apprendistato come strumento per favorire l'occupazione, secondo fonti tecniche.

Una fonte ministeriale dice a Reuters che l'esecutivo questa sera "è finito contro un muro".

Secondo quanto scrive sul Foglio di domani Giuliano Ferrara il muro al decreto sarebbe stato fatto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed ora dover difendere l'emendamento in Senato "equivale a procurarsi lo spazio di manovra per lo smottamento del mondo berlusconiano".

La soluzione alla quale si è giunti sarebbe dunque una sconfitta per il capo del governo.

Se nel primo pomeriggio il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli aveva parlato di un decreto probabilmente affiancato da un disegno di legge e da un emendamento alla legge di stabilità, in serata l'ipotesi di decreto sembrava prevalere pur con la rigidità del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha detto: o decreto o emendamento.

"Le strade sono due: o un decreto legge o emendamenti alla legge di Stabilità. L'una o l'altra", ha detto Tancredi riferendo quanto detto da Tremonti in commissione.

A far vacillare l'ipotesi di decreto il Colle, secondo quanto riferito dal sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Al termine dell'Ufficio di presidenza del Pdl riunitosi a Palazzo Grazioli, Alemanno ha infatti dichiarato che "l'orientamento è per un decreto legge. Ma c'è l'ostilità del Quirinale. Se riusciremo a convincerlo faremo il decreto, altrimenti faremo un emendamento alla legge di Stabilità".

Silvio Berlusconi dovrà presentarsi domani al G20 di Cannes con un pacchetto di misure approvate dal governo per rassicurare i partner sulla serietà della lettera di intenti presentata la scorsa settimana a Bruxelles.

A confermare le parole del sindaco di Roma è anche il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che ha risposto "sì" a chi chiedeva se torni prevalentemente in gioco la strada della legge di Stabilità.

Più cauto il ministro della Difesa Ignazio La Russa secondo il quale l'importante non è "lo strumento" ma che si arrivi a una legge approvata dal Parlamento che confermi la lettera che al momento porta solo la firma del premier. La Russa ha poi smentito che Napolitano si sia espresso sul decreto.

Le perplessità del Colle sul varo di un decreto potrebbero essere state legate al fatto che le misure prospettate non abbiano i necessari requisiti di necessità e urgenza.

DUBBI ANCHE SUI CONTENUTI, PATRIMONIALE SALTA

Poco si sa finora sui contenuti. I contenuti dell'emendamento difficilmente toccheranno le misure più controverse come le nuove norme sui licenziamenti che hanno già scatenato lo scontro sociale. Più probabile che ci si limiti a inserirvi alcune modifiche del mercato del lavoro come le norme sull'apprendistato, la defiscalizzazione di Ires e Irap a favore dei concessionari di grandi opere, la rimozione di alcuni vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, in particolare nelle professioni e nei servizi. Altri capitoli potenziali possono essere riduzioni dei controlli sulle imprese.

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha spiegato che "si va avanti con gli impegni presi nella lettera di intenti presentata all'Europa", secondo quanto ha riferito il senatore del Pdl Paolo Tancredi al termine di un incontro in commissione Bilancio.

Esclusi quindi, almeno per il momento, interventi non esplicitamente indicati nella lettera di impegni presentata da Silvio Berlusconi il 28 ottobre all'Unione europea come l'imposta patrimoniale.

La patrimoniale "non ci sarà", ha detto il sottosegretario al Tesoro Luigi Casero.

Sul fronte generale sono iniziate le consultazioni di Giorgio Napolitano al Quirinale sulla crisi: oggi ha visto le opposizioni e il ministro Tremonti, domani sarà la voglia di Pdl e Lega. Il Pdl andrà a dire che a Berslusconi non ci sono alternative. Del resto Andrea Ronchi, dopo avere pèranzato con il premier, ha detto che il Cavaliere "è determinato ad andare avanti".

A complicare ulteriormente la situazione interna al Pdl le dichiarazioni di Maurizio Paniz, stretto collabolatore e avvocato di Berlusconi secondo il quale "il premier ha sbagliato". E candida Gianni Letta e Renato Schifani alla leadership.

"Io ritengo che un segnale di discontinuità ad un anno e mezzo dalle elezioni, mantenendo salda questa maggioranza, potrebbe rappresentare un'evoluzione positiva in prospettiva, aiutando Alfano ad acquisire consenso, autorevolezza e prestigio, che possono essere determinanti per vincere le elezioni del 2013", dice Paniz Sul sito ilNordest.eu .

(Giuseppe Fonte, Francesca Piscioneri, Alberto Sisto, Paolo Biondi)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224393, Reuters Messaging: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net)

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