Debito Italia stabile in 2014 anche con rendimento oltre 8%, zero crescita-Bankitalia

mercoledì 2 novembre 2011 17:30
 

ROMA, 2 novembre (Reuters) - Gli alti tassi di interesse che lo Stato italiano sta pagando sui propri titoli di debito potrebbero non tenere conto dei fondamentali dell'Italia in base ai quali lo stock di debito si manterrebbe stabile in rapporto al pil fino al 2014 anche in assenza di crescita e con un aumento dei costi di finanziamento fino a oltre l'8%.

E' quanto si legge nell'ultimo rapporto della Banca d'Italia sulla stabilità finanziaria coordinato da Fabio Panetta.

"Il deterioramento delle prospettive di crescita globale e l'aumento dell'avversione al rischio hanno fortemente accresciuto l'attenzione posta dagli investitori sul livello dei debiti sia pubblici sia privati a scapito dell'analisi prospettica della solvibilità degli emittenti", si legge nel paragrafo dedicato alla sostenibilità dei conti pubblici.

"Un tale orientamento ha contribuito a rendere più onerose le condizioni di finanziamento per lo Stato italiano; esso potrebbe tuttavia non tenere pienamente conto dei punti di forza della nostra economia, quali la prudenza seguita nella conduzione della politica fiscale negli anni recenti, la salda situazione patrimoniale di famiglie e imprese, il basso indebitamento estero, l'assenza di squilibri nel settore immobiliare e la solidità del sistema bancario".

Gli economisti della banca centrale cercano di smorzare il timore degli investitori sulla sostenibilità del debito pubblico italiano con un esercizio di simulazione che utilizza come scenario di base le ultime stime ufficiali del governo.

Da questo esercizio emerge che anche qualora i tassi di interesse all'emissione dovessero aumentare di 2,5 punti percentuali rispetto al rendimento medio pagato a fine settembre e la crescita azzerarsi, il debito pubblico italiani si stabilizzerebbe poco al di sopra del 120 pct del Pil.

Se, invece, le stime di crescita governative venissero confermate (0,6% nel 2012, 0,9% in 2013 e 1,2% in 2014), anche in presenza di un aumento dei tassi di 250 punti base su fine settembre il rapporto debito/pil si ridurrebbe fino al 115,5% nel 2014.

Il testo integrale del rapporto è consultabile sul sito www.bancaditalia.it.

(Giselda Vagnoni)   Continua...