Grecia, premier ottiene sostegno governo su referendum bailout

mercoledì 2 novembre 2011 07:55
 

ATENE, 2 novembre (Reuters) - Il primo ministro socialista greco George Papandreou ha respinto una serie di critiche e ha ottenuto oggi il sostegno del proprio governo al referendum, che secondo l'esecutivo si terrà il più presto possibile, sull'accordo con l'Unione Europea per il salvataggio della Grecia.

Alcuni deputati del Pasok, il partito socialista greco, hanno chiesto le dimissioni del premier con l'accusa di aver messo in pericolo la Grecia con la decisione-shock di indire una consultazione popolare, un'iniziativa che ha dato un duro colpo ai mercati azionari europei e all'euro; ma il sostegno del gabinetto di governo gli dà tempo almeno fino al voto di fiducia di venerdì prossimo.

"Il referendum sarà un mandato chiaro e un chiaro messaggio in Grecia e all'estero sul nostro cammino europeo e sulla partecipazione all'euro", ha detto Papandreou durante il vertice governativo, durato sette ore, secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio.

"Nessuno potrà dubitare del cammino della Grecia all'interno dell'euro".

Dopo la dimostrazione, almeno apparente, di unità interna, Papandreou incontrerà i leader di Francia e Germania, che lo hanno convocato per un colloquio sulla crisi a Cannes, alla vigilia del summit G20 tra le maggiori economie mondiali, per applicare rapidamente l'accordo sul bailout.

Qualunque sia il risultato del referendum, la scommessa di Papandreou garantisce lunghe settimane d'incertezza, proprio in un momento in cui l'eurozona cercava un momento di calma per dare corso alle misure concordate la scorsa settimana per superare la crisi del debito sovrano.

Il portavoce del governo greco, Elias Mossialos, ha detto che il referendum si terrà "il più presto possibile, subito dopo che i fondamentali dell'accordo di bailout siano stati formulati", ma non ha detto se sarà prima di Natale.

In realtà sembra improbabile che la consultazione si tenga prima della fine dell'anno, con tutta la serie di dettagli sull'accordo che debbono essere ancora fissati, e lunedì scorso rappresentanti greci hanno detto che è probabile che si voti a metà gennaio.

I sondaggi di opinione indicano che per la maggior parte degli elettori l'accordo è sbagliato, ma molto dipende da come Papandreou presenterà la questione, se sullo stesso bailout - e i forti tagli che ne seguono - o sull'adesione all'euro, che invece resta popolare tra i greci.

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