Crisi, governo lavora a taglio agevolazioni previsto in manovra - fonti

martedì 1 novembre 2011 14:22
 

ROMA, 1 novembre (Reuters) - Per dare un ulteriore segnale ai mercati sulla volontà di risanare il bilancio pubblico il governo italiano potrebbe definire da subito il taglio delle agevolazioni fiscali e assistenziali necessario a ridurre il deficit di 20 miliardi nel 2014.

Lo riferiscono due fonti politiche escludendo invece che sia in vista un nuovo aumento dell'Iva, misura invisa al ministro dell'Economia Giulio Tremonti per i suoi effetti sull'inflazione, salita nel mese di ottobre al 3,4%, il livello più alto da tre anni a questa parte.

Il dibattito sugli strumenti da adottare si fa incalzante: domani sera è previsto un vertice di maggioranza a palazzo Grazioli, poche ore prima della partenza di Silvio Berlusconi per il G20 di Cannes.

"Tremonti è contrario ad intervenire nuovamente sull'Iva. Più che su questo l'ipotesi è di mettere mano subito alla clausola di salvaguardia e quindi al taglio delle agevolazioni", spiega una prima fonte.

"È una delle misure da mettere sul tavolo se la situazione dovesse continuare a peggiorare", conferma una seconda fonte.

La delega sulla riforma fiscale e assistenziale contribuisce alla riduzione del deficit con 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014. La manovra approvata a settembre dal Parlamento prevede che, nel caso la riforma fiscale non sia operativa entro il 30 settembre 2012, il governo debba ridurre in modo mirato le circa 600 agevolazioni fiscali e assistenziali che privano l'Erario di oltre 160 miliardi l'anno.

Il margine di intervento c'è ma è molto meno grande di quanto possa sembrare. Alcune agevolazioni sono intoccabili perché garantiscono la progressività delle imposte sancita dalla Costituzione. Altre servono a rendere il sistema fiscale italiano coerente con il diritto comunitario. Altre ancora, come le detrazioni per i figli a carico o le agevolazioni per le spese sanitarie, avrebbero un costo politico enorme per il governo. Senza contare l'effetto complessivo sulla pressione fiscale e assistenziale, che in base alle stime della Banca d'Italia schizzerà al 44% già nel 2012, il 43,8% previsto dal Tesoro più lo 0,2 della clausola di salvaguardia.

La notizia non trova per ora conferma da Palazzo Chigi. Difficilmente, quindi, il taglio delle agevolazioni figurerà nelle misure "che verranno illustrate ai partner del G20" giovedì a Cannes, come annunciato in una nota dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

La definizione della clausola di salvaguardia, secondo una delle fonti, potrebbe finire nella legge di Stabilità per il 2012, che la commissione Bilancio del Senato punta a licenziare entro la fine della prossima settimana. Il disegno di legge approderebbe in aula il 16 novembre blindato nei contenuti da uno scontato ricorso al voto di fiducia.   Continua...