Italia vende quasi 8 mld titoli, paga oltre 6% su Btp 10 anni

venerdì 28 ottobre 2011 13:46
 

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - All'ultimo appuntamento di ottobre per le aste dei titoli di Stato italiani, il Tesoro ha collocato stamane titoli per quasi 8 miliardi, poco sotto il massimo della forchetta dell'offerta, pagando agli investitori un rendimento sul Btp a dieci anni oltre il 6%, al livello più alto dall'introduzione dell'euro.

Il superamento di questa soglia ha provocato un lieve brivido a Piazza Affari, con i trader preoccupati per il superamento di questa soglia di rendimento nonostante l'euforia mostrata ieri dai mercati per l'accordo tra i leader europei sulla strategia anti-crisi.

"Per il Btp decennale, ancora una volta, (si registra) un risultato poco entusiasmante considerando il prezzo contenuto sia rispetto alle controparti 'core' sia rispetto ai titoli paragonabili sulla curva italiana", commenta Annalisa Piazza di NewEdge. "Il mercato rimane scettico anche se il consiglio europeo ha accolto con soddisfazione gli impegni presentati dall'Italia che andranno messi a punto nei prossimi otto mesi".

La quinta tranche del Btp marzo 2022 è stata collocata stamane per 2,98 miliardi (tra 2 e 3 la forchetta) al tasso di 6,06% da 5,86% messo a segno a fine settembre. Il 'bid-to-cover' è sceso a 1,27 da 1,374.

Gli analisti sottolineano però che il rialzo del rendimento del Btp decennale non è frutto di specifiche tensioni in fase d'asta odierna, ma diretta conseguenza dell'andamento dei tassi sul mercato secondario, dove stamane il rendimento dei Bund tedeschi ha proseguito il cammino in salita registrato ieri, trascinando con sè anche i rendimenti italiani.

"I rialzi del rendimento in asta (rispetto all'ultimo collocamento) non sono legati all'asta in sé ma riflettono il movimento dei rendimenti di mercato nell'ultimo mese", spiega Giuseppe Maraffino di Barclays Capital.

"Le aste hanno mostrato un risultato discreto... I prezzi sono discreti, il mercato primario si è adeguato al mercato secondario che, in generale, è sotto pressione", dice Matteo Regesta di Bnp Paribas. "Il risultato non offre motivo di particolare ottimismo, come i mercati sembravano esprimere dopo il summit di mercoledì, ma nemmeno è un risulato preoccupante: siamo in una sorta di limbo".

Dopo aver registrato compattezza subito dopo l'esito dell'asta - che ha visto il collocamento di 4 titoli a medio-lungo termine per un totale di 7,935 miliardi di euro - a fine mattinata il differenziale tra i titoli italiani e i titoli tedeschi a dieci anni registra un peggioramento, allargandosi in area 377 pb (da 369 pb da stamane prima dell'asta; 383 pb di ieri in chiusura). Prima del summit europeo che ha fornito mercoledì le prime indicazioni sulla strategia per risolvere la crisi del debito, il differenziale viaggiava martedì in area 390 centesimi.

Gli operatori segnalano, comunque, con più preoccupazione l'andamento dello spread sulla scadenza dei due anni, che a fine mattina viaggia attorno a 400 pb (da 389 pb stamane prima dell'asta e da 383 pb ieri in chiusura).   Continua...