Pensioni: nessun trauma, nessuna riforma radicale-Sacconi

giovedì 27 ottobre 2011 09:12
 

ROMA, 27 ottobre (Reuters) - Gli impegni dell'Italia nella lettera inviata alla Ue prevedono un progressivo innalzamento dell'età della pensione a 67 anni, ma questo non deve rappresentare un trauma, in quanto non è una riforma radicale.

Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi intervistato al telefono nel corso di trasmissioni televisive.

"Non c'è nessun trauma, nessuna riforma radicale, è cio' che avevamo predisposto e che l'Europa ha apprezzato", ha detto Sacconi a Mattino Cinque.

"Noi conserviamo le regole relative all'anzianità contributiva in modo particolare per coloro che hanno 40 anni di contributi", ha aggiunto.

Poco prima, nella trasmissione Uno Mattina, il ministro aveva detto che "ci sarà un percorso graduale, determinato soprattutto da un collegamento automatico tra l'età di pensione e l'aspettativa di vita".

Per arrivare al traguardo indicato in 67 anni, "abbiamo 15 anni".

Quanto alle altre misure indicate nella lettera, Sacconi esclude che quelle sul lavoro mirino a favorire i licenziamenti.

"Lo scopo delle misure che ci hanno chiesto è quello di accrescere l'occupazione".

Ha invece escluso che tra le privatizzazioni ci sia anche qualcosa che riguarda il settore delle gestioni idriche.

"C'è una indicazione relativa alla distribuzione dei carburanti, al trasporto locale, non ricordo una cosa esplicita sull'acqua", ha detto.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia