Pensioni, iniquo toccare vecchiaia e non anzianità - Cazzola

mercoledì 26 ottobre 2011 13:22
 

ROMA, 26 ottobre (Reuters) - Intervenire sulle pensioni di vecchiaia senza toccare quelle di anzianità è iniquo perché colpisce le fasce più deboli di lavoratori, in particolare le donne.

Lo spiega in una nota l'esperto di previdenza e deputato del Pdl, Giuliano Cazzola, dopo che ieri il governo ha trovato un accordo con la Lega che porterebbe nel 2026 l'età per la pensione di vecchiaia a 67 anni senza nessuna modifica del sistema delle anzianità.

"Continuare ad agire sulla vecchiaia senza rivisitare l'anzianità sarebbe non solo poco utile, ma anche poco equo, perché ne sarebbero colpiti soltanto i settori più deboli del mercato del lavoro", dice Cazzola che spiega: "Nel settore privato vanno in pensione di vecchiaia soltanto le persone che non hanno una storia lavorativa e contributiva che consenta loro di conseguite la pensione anticipata per anzianità. Soprattutto in misura del 70% si tratta di donne, mentre i pensionati di anzianità sono uomini in misura del 75%".

"Nei fatti, poi, il valore medio dei trattamenti di anzianità è pari al doppio di quello delle pensioni di vecchiaia. E vengono erogati per almeno 5-6 anni più a lungo".

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224352, Reuters Messaging: paolo.biondi.reuters.com@reuters.net)

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