25 ottobre 2011 / 12:58 / 6 anni fa

Riforma pensioni, italiani possono non essere contro-Pagnoncelli

ROMA, 25 ottobre (Reuters) - Gli italiani potrebbero non essere contrari a una riforma che allunghi l'età della pensione se le risorse servissero ad aiutare le generazioni più giovani, il cui futuro è oggi totalmente sulle spalle delle famiglie.

Lo sostiene Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, uno dei principali istituti demoscopici, che ha presentato oggi a Roma la consueta ricerca sul risparmio e gli italiani alla vigilia della 87° Giornata Mondiale del risparmio.

"Certamente la reazione immediata [all'annuncio di una riforma per allungare l'età pensionabile] sarebbe in maggioranza di preoccupazione, ma non sono certo che in fondo venga salutata con sfavore dagli italiani", ha risposto Pagnoncelli a margine della presentazione della ricerca.

Secondo il sondaggista "se da un lato c'e' percezione che il sistema sia un po' a rischio e quindi c'e' la legittima aspirazione ad andare in pensione prima possibile, dall'altro c'e' anche la preoccupazione forte di conseguire una bassa pensione".

A questo si deve aggiungere anche la considerazione legata a un cosiddetto patto tra le generazioni.

Se una riforma fosse vincolata infatti ad utilizzare i risparmi che produce con iniziative a vantaggio delle generazioni più giovani, questo potrebbe spostare in positivo il giudizio degli italiani.

Se poi si considera il tema di un patto intergenerazionale in cui la riforma delle pensioni può portare vantaggi per le giovani generazioni, questo verrebbe salutato con favore perche' oggi le famiglie sono l'ammortizzatore sociale per i propri figli", ha osservato Pagnoncelli.

Dalla ricerca presentata oggi emerge una crescente e diffusa preoccupazione degli italiani per il futuro pensionistico.

Nel 2011 solo il 6% degli intervistati si dice "molto tranquillo" sul futuro economico dopo il pensionamento, ed è il 12% a sentirsi "abbastanza tranquillo". Il restante 80% è preoccupato (abbastanza al 39% e molto al 41%).

Vale la pena di notare come nel 2001, le risposte alle stesse domande avevano prodotto un risultato opposto.

I tranquilli erano il 56% e i preoccupati il 38% con una quota del 6% che non sapeva cosa rispondere. Oggi la percentuale degli incerti è scesa al 2%, segno anche della forte attenzione a questo tema.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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