Pensioni, si tratta su donne e regimi agevolati, nodo resta anzianità

martedì 25 ottobre 2011 15:30
 

ROMA, 25 ottobre (Reuters) - Una netta accelerazione nell'innalzamento dell'età per la pensione di vecchiai delle donne del settore privato e una stretta ai regimi agevolati.

Sono queste le ipotesi allo studio della maggioranza per superare il blocco della Lega sulla previdenza ed evitare la crisi di governo dopo la fumata nera del Consiglio dei ministri di ieri.

Lo riferisce una fonte politica precisando che il vero scoglio da superare resta l'ostilità del Carroccio verso un intervento sulle pensioni di anzianità. E su questo la trattativa prosegue.

"Una delle ipotesi su cui si ragiona è l'aumento dell'età di pensionamento per le donne nel privato e la logica sarebbe di anticipare l'entrata a regime dei 65 anni al 2014 (partendo dal 2012) invece che dal 2026", ha spiegato la fonte.

Il decreto di agosto, a causa delle resistenze della Lega, ha diluito l'innazalmento dell'età di vecchiaia delle donne occupate nel privato dagli attuali 60 anni a 65 in un periodo di 12 anni, dal 2014 al 2026. L'ipotesi allo studio ridurrebbe drasticamente a due anni (2012-2014) l'entrata a regime della misura. Le impegate nel pubblico vanno già in pensione di vecchiaia a 65 anni.

"Per accontetare la Lega, [il ministro dell'Economia Giulio] Tremonti è disponbile a elementi restrittivi su pensioni di reversibilità, pensioni d'oro e baby pensioni. Vari regimi oggi esistenti che consentono di andare in pensione prima della generalità verrebbero ritoccate", ha aggiunto la fonte.

Il costo annuo a carico dell'Inps per la liquidazione delle pensioni di reversibilità e la distribuzione degli assegni di accompagnamento, secondo gli esperti, è pari ad oltre 40 miliardi di euro e riguarda 5 milioni di persone, molte delle quali bisognose. Un intervento su questo fronte è dunque molto delicato, pur presentando molti margini di risparmio.

I baby pensionati, coloro cioè che si sono ritirati dal lavoro prima dei 50 anni, sono circa mezzo milione in Italia e costano allo Stato oltre 9 miliardi di euro.

"Lo scoglio vero è che si continua a insistere sulle pensioni di anzianità, dunque il pacchetto è aperto", conclude.   Continua...