24 ottobre 2011 / 10:09 / 6 anni fa

Fmi in crisi, serve banca mondiale e nuove regole - Vaticano

* Crisi finanziaria e bolle speculative per eccesso monetario

* Fmi non garantisce più su creazione moneta e rischio credito

* Tassare transazioni finanziarie e ricapitalizzare banche

ROMA, 24 ottobre (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale non garantisce più la stabilità finanziaria e monetaria del pianeta. Occorre perciò una sorta di Banca centrale mondiale nel quadro di una più vasta Autorità politica mondiale, rappresentativa di tutti i Paesi, compresi i più deboli e poveri.

Lo sostiene la Chiesa cattolica con un documento del Pontificio consiglio giustizia e pace dall‘esplicito titolo: “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un‘autorità pubblica a competenza universale”.

Il documento della Santa sede si spinge anche nell‘indicare tre soluzioni concrete in campo finanziario quali: l‘istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie commisurata alla complessità e al rischio di ogni singola operazione colpendo maggiormente quelle fatte sul mercato secondario; la ricapitalizzazione delle banche; la separazione dell‘attività di credito da quella di investment banking.

Secondo il Consiglio pontificio “la bolla speculativa sugli immobili e la recente crisi finanziaria hanno la medesima origine nell‘eccessivo ammontare di moneta e di strumenti finanziari a livello globale”.

L‘AUTORITA’ POLITICA MONDIALE

“Benedetto XVI, nel solco tracciato dalla Pacem in terris, ha espresso la necessità di costituire un‘Autorità politica mondiale”, si legge nel documento nel quale si giudica positivamente l‘allargamento del G7 ad un G20 ma lo si reputa ancora insufficiente perché figlio della “tendenza a definire gli orientamenti strategici della politica economica e finanziaria all‘interno di club e di gruppi più o meno estesi di Paesi più sviluppati”.

“L‘Autorità mondiale dovrebbe, dunque, coinvolgere coerentemente tutti i popoli, in una collaborazione in cui essi sono chiamati a contribuire con il patrimonio delle loro virtù e delle loro civiltà” e le “sue decisioni non dovranno essere il risultato del pre-potere dei Paesi più sviluppati sui Paesi più deboli”.

Un‘autorità che operi “secondo la logica della sussidiarietà” e che abbia “come punto di riferimento l‘Onu”.

LA CRISI DEL FONDO MONETARIO: SERVE BANCA CENTRALE MONDIALE

La crisi economica attuale non è solo figlia delle bolle speculative ma anche della crisi degli strumenti messi in campo da Bretton Woods a iniziare dal Fmi.

“Il Fondo Monetario Internazionale ha perso un carattere essenziale per la stabilità della finanza mondiale, quello di regolare la creazione complessiva di moneta e di vegliare sull‘ammontare di rischio di credito assunto dal sistema. In definitiva non si dispone più di quel bene pubblico universale che è la stabilità del sistema monetario mondiale”, si legge nel documento.

“Si delinea, in prospettiva, l‘esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di Banca centrale mondiale che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle banche centrali nazionali. Occorre riscoprire la logica di fondo, di pace, coordinamento e prosperità comune, che portarono agli accordi di Bretton Woods”, sostiene la Santa sede.

Assieme alla “riforma del sistema monetario internazionale”, il testo contiene, come dicevamo, anche tre proposte di riforma del sistema finanziario.

La prima: “Misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato secondario . Una tale tassazione sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà; e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario”.

La seconda: “Forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti virtuosi e finalizzati a sviluppare l‘economia reale”.

La terza: “Definizione dell‘ambito dell‘attività di credito ordinario e di Investment Banking. Tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei ‘mercati-ombra’ privi di controlli e di limiti”.

(Paolo Biondi)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: paolo.biondi.reuters.com@reuters.net)

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below