24 ottobre 2011 / 08:33 / tra 6 anni

PUNTO 3-Pensioni, oggi Cdm straordinario ma Lega è sempre contro

* Berlusconi pressato da Francia e Germania per riforme strutturali

* Lega resta contraria a manovre su pensioni, patrimoniale

* Bankitalia ha chiesto in luglio e agosto di completare la riforma (Aggiunge commento presidente Inps, scheda)

di Stefano Bernabei

ROMA, 24 ottobre (Reuters) - Oggi è stato convocato un consiglio dei ministri in cui, stando a quanto dichiarato ieri a Bruxelles dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, verrà proposta una riforma delle pensioni per convincere l‘Europa che l‘Italia sta attuando le riforme strutturali che servono a mettere al sicuro il Paese.

Secondo la nota di Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri è convocato in via straordinaria alle 18,00 a Palazzo Chigi “per l‘esame delle misure conseguenti al Consiglio europeo di ieri e in vista del prossimo Consiglio europeo di mercoledì”.

La Lega, principale alleato nel governo di Berlusconi, ha però ribadito stamani la sua contrarietà, per bocca del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni.

“La Lega è contraria a qualsiasi riforma delle pensioni e alla patrimoniale”, ha detto Reguzzoni in un intervento telefonico a una trasmissione televisiva.

“Abbiamo fatto le nostre proposte alternative e se ne parlerà in consiglio dei ministri”, ha aggiunto.

Il presidente del Consiglio è salito alle 12 al Quirinale per informare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sugli esiti del vertice di domenica a Bruxelles e stamani ha incontrato a Palazzo Grazioli il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

Una riforma delle pensioni che allinei l‘Italia all‘Europa avrebbe il voto di Futuro e Libertà a patto, ha detto oggi il vice presidente del partito di opposizione fondato da Gianfranco Fini, che subito dopo Berlusconi rassegni le dimissioni.

Il presidente dell‘Inps Antonio Mastrapasqua, in una intervista televisiva ha rilevato come le pensioni di anzianità siano “un unicum che ha l‘Italia nel resto del panorama europeo”.

“I ragionamenti verso i quali si tende da tempo sono quelli di immaginare un‘accelerazione della transizione delle pensioni di anzianità verso il sistema europeo”, ha detto il presidente dell‘Inps.

Il Pd, principale partito di opposizione, sottolinea però che con questo governo e questo quadro politico non c’è nessuna riforma che possa risollevare l‘Italia.

Il segretario Pierluigi Bersani dice in una nota che “tutto ciò che l‘Italia e gli italiani possono fare rischia di avere un effetto davvero limitato se resta questo quadro politico. Con un governo così niente basterà mai” e torna a proporre un pacchetto di misure, dal fisco, a una imposta sui grandi patrimoni immobiliari, a liberalizzazioni e misure contro la precarietà dei giovani.

Oggi il debito italiano è ancora sotto pressione e lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di pari durata è sui livelli elevati dopra 390 punti basi.

Una riforma delle pensioni è stata sollecitata, anche di recente, dalla Banca d‘Italia e proprio dal governatore in pectore Ignazio Visco che era intervenuto in audizione al Senato sui decreti di luglio e agosto del governo per correggere il disavanzo dei conti pubblici.

“Negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi. Va tuttavia considerata la possibilità di completare il processo di riforma del sistema pensionistico, correggendo le disparità di trattamento ancora esistenti tra diverse categorie di lavoratori”, ha detto Visco in audizione il 30 agosto sul decreto legge del 13 agosto.

“Si potrebbe prevedere un ulteriore graduale aumento delle ”quote“ per l‘accesso alla pensione di anzianità (date dalla somma degli anni di contribuzione e di età). Si potrebbe altresì anticipare l‘incremento dell‘età di pensionamento per vecchiaia delle lavoratrici del settore privato da 60 a 65 anni (l‘avvio del processo potrebbe essere già a gennaio del 2012, quando alle lavoratrici del pubblico impiego si applicherà il requisito dei 65 anni); l‘intervento assicurerebbe risparmi non trascurabili dal 2013 e crescenti negli anni successivi”, aveva aggiunto Visco.

Poche settimane prima, in un‘audizione in Parlamento il 13 luglio sul decreto legge del 6 luglio, Visco aveva ricordato che “la spesa per pensioni rappresenta il 16,8% del prodotto, pari al 35,9% delle uscite primarie delle Amministrazioni pubbliche. Contribuisce però alla manovra per 1,2 miliardi, circa il 5% della correzione complessiva”.

In quella occasione il vice direttore generale della Banca d‘Italia aveva valutato positivamente l‘anticipo del meccanismo che lega l‘età di pensionamento alla speranza di vita, ma aveva anche osservato: “Si sarebbe potuto intervenire più decisamente per correggere alcune disparità di trattamento tra diverse categorie di lavoratori”. In particolare, Visco ha fatto riferimento all‘allineamento dell‘età di pensionamento delle lavoratrici del settore privato a quella degli uomini e delle lavoratrici del pubblico impiego.

- Hanno contribuito: Francesca Piscioneri, Giuseppe Fonte

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net)

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