October 23, 2011 / 4:17 PM / 6 years ago

SINTESI 1 - Summit Ue, leader chiedono a Italia impegno su riforme

9 IN. DI LETTURA

* Merekel e Sarkozy premono su Berlusconi

* Mercoledì decisioni su fondo salvataggio, debito greco

* In agenda perdite bondholders, ricapitalizzazione banche (Aggiunge dichiarazioni Merkel, Sarkozy, Van Rompuy)

di Jan Strupczewski e Julien Toyer

BRUXELLES, 23 ottobre (Reuters) - Al summit europeo convocato per proteggere la zona euro da una ulteriore drammatizzazione della crisi dei debiti sovrani, l'Italia è stata sollecitata a introdurre le riforme economiche necessarie per evitare uno scenario simile a quello della Grecia, sull'orlo di un default.

L'obiettivo dei leader Ue è di raggiungere entro mercoledì un accordo sulla Grecia che renda sostenibile per Atene l'onere sul debito. Sul tavolo anche il rafforzamento patrimoniale delle banche europee, il miglioramento della governance dell'area euro e il rafforzamento della capacità di fuoco del fondo di salvataggio EFSF per evitare che il contagio si estenda agli Stati più grandi.

Stamattina, prima dell'inizio dei lavori dei 27 leader, il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno incontrato Silvio Berlusconi.

Fonti diplomatiche riferiscono che Berlino e Parigi hanno voluto esercitare la massima pressione su Roma perchè metta a punto le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni da tempo indicate come la strada maestra per aumentare il potenziale di crescita del Paese e rassicurare gli investitori sulla capacità dell'Italia di rimborsare il proprio debito, in rapporto al Pil secondo solo alla Grecia.

Una fonte del governo tedesco ha detto che Merkel e Sarkozy hanno sottolineato "l'impellente necessità di passi concreti e credibili negli Stati della zona euro", senza i quali qualunque misura intrapresa a livello collettivo sarebbe insufficiente.

Ieri la Merkel aveva lanciato un avvertimento all'Italia dicendo che se il debito italiano resta al 120% del Prodotto interno lordo "non avrà più importanza l'altezza del muro protettivo che riusciremo a costruire: i mercati non ridaranno fiducia all'area dell'euro".

Al termine del vertice Ue, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha detto: "Chiediamo un grande sforzo alle autorità italiane e credo che loro abbiano intenzione di farlo. Ci siamo incontrati oggi ...ci stiamo preparando per il vertice di mercoledì più che per quello di oggi".

"Abbiamo chiesto di essere rassicurati sulle coraggiose misure che sono state assunte. Abbiamo chiesto che siano realizzate e abbiamo chiesto anche riforme", ha aggiunto.

Sempre nel pomeriggio, la Merkel ha osservato che "l'Italia è un grande partner della zona euro" e "deve fare tutto per essere all'altezza delle responsabilità che sono proprie di questo ruolo".

Il cancelliere ha spiegato che "la fiducia ha bisogno di una prospettiva chiara. Il debito pubblico è molto elevato e bisognerà diminuirlo. Crescita e riduzione del debito devono andare di pari passo".

Sarkozy, invece, ha espresso "ottimismo sul senso di responsabilità delle autorità italiane".

"Non si può fare appello alla solidarietà se chi la chiede non fa ciò che è necessario", ha aggiunto Sarkozy.

Sarkozy e Merkel non hanno specificato che tipo di richieste sono state avanzate a Berlusconi.

Stamattina, prima dell'incontro con i leader di Francia e Germania, i cronisti hanno chiesto a Berlusconi se passerà l'esame sui conti pubblici oggi a Bruxelles.

"Ma certo", ha risposto il presidente del Consiglio. "Non sono mai stato bocciato in vita mia".

Il governo italiano ha rinviato per diverse settimane il varo del decreto sullo sviluppo a causa delle continue tensioni interne e la settimana scorsa Berlusconi ha detto che non ci sarà più un provvedimento urgente ma una serie di misure.

Molti ministri ritengono che il rilancio debba avvenire principalmente attraverso il ricorso alla spesa pubblica ma il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, si oppone a una modifica dei saldi della Legge di Stabilità perchè ritiene che gli interventi di sostegno all'economia varati dai governi europei per fronteggiare la crisi economica "non sono serviti a nulla".

Dieci giorni fa il governatore della Banca d'Italia e futuro presidente della Bce Mario Draghi ha sollecitato il governo ad agire con rapidità per rendere operativi i tagli alla spesa corrente e aggredire la crescita perché i conti pubblici italiani potrebbero risultare ingovernabili se i tassi di interesse continuano a crescere come negli ultimi tre mesi.

Attese Ridimensionate

Entrando al meeting di stamane a Bruxelles la Merkel ha ridimensionato le aspettive sull'esito dell'incontro. Il cancelliere ha spiegato che le decisioni verranno prese solo mercoledì.

Prima di allora, il premier tedesco deve assicurarsi l'appoggio parlamentare della sua coalizione di centro destra.

Nel suo discorso introduttivo, Van Rompuy, ha tracciato un quadro fosco delle sfide economiche che aspettano l'Europa: "rallentamento economico, aumento della disoccupazione, pressione sulle banche e rischi sui bond sovrani".

"Gli incontri di oggi e mercoledì sono passi importanti, forse i più importanti tra quelli che ci aspettano per superare la crisi finanziaria, anche se altri saranno necessari".

I ministri delle Finanze, nella sessione preparatoria di ieri, hanno concordato un prestito salvagente da 8 miliardi di euro in favore della Grecia e si sono impegnati a ottenere dai detentori privati di bond greci la disponibilità a sostenere perdite superiori a quelle prospettate finora.

I ministri hanno anche raggiunto un accordo quadro sul rafforzamento del sistema bancario, che secondo i regolatori europei avrebbe bisogno di oltre 100 miliardi di euro di ricapitalizzazione, per consentire loro di sostenere perdite sui bond sovrani.

Alcuni dettagli, tuttavia, devono ancora esserre chiariti.

Sarkozy, che la settimana scorsa ha assunto una posizione assai critica sulla strategia della Merkel e ha insistito perchè la Banca centrale europea assuma un ruolo di prima linea nella lotta alla crisi, ha incontrato il cancelliere ancora una volta sabato.

"Tra oggi e mercoledì deve essere trovata una soluzione, una soluzione strutturale, una soluzione definitiva", ha detto Sarkozy al termine dell'incontro. "Non c'è scelta".

Alla domanda se fosse ottimista su un accordo ha risposto: "Sì, altrimenti non sarei qui".

La questione chiave è come rendere sostenibile per la Grecia il costo del suo debito e come rafforzare il fondo di salvataggio della zona euro per proteggere Italia e Spagna, rispettivametne la terza e quarta economia dell'area, dalle turbolenze dei mercati che hanno costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a ricorrere ai piani di salvataggio targati Ue e Fondo monetario internazionale.

I mercati temono che il debito greco, che quest'anno dovrebbe raggiungere il 160% del Pil, debba essere ristrutturato, ma gli investitori non sanno ancora l'entità delle perdite che dovrebbero sostenere.

Uno studio sulla sostenibilità del debito messo a punto dalle banche internazionali mostra che il debito della Grecia sarebbe gestibile nel lungo periodo solo se gli investitori privati si assumessero perdite comprese tra il 50 e il 60%.

Si tratta di percentuali ben superiori al 21% concordato con gli investitori il 21 luglio e ci si chiede se possano essere sostenute in modo volontario o solo attraverso un default che innescherebbe nuove e più ampie reazioni dei mercati.

Funzionari della zona euro osservano che adesso la recessione in Grecia è peggiore di quanto atteso, che il Paese è in ritardo con le privatizazioni e gli obiettivi di finanza pubblica e che le condizioni dei mercati negli ultimi tre mesi si sono deteriorate.

Per avere risorse in grado di sostenere anche l'Italia e la Spagna, in caso di necessità, la zona euro mira ad aumentare le munizioni a disposizione del fondo di salvataggio, l'European Financial Stability Facility da 440 miliardi di euro

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