18 ottobre 2011 / 15:13 / 6 anni fa

Microcredito,in 2010 raddoppiano clienti in Italia - studio

MILANO, 18 ottobre (Reuters) - Da forma di finanziamento destinata ai Paesi in via di sviluppo, il microcredito si sta diffondendo anche nelle realtà più industrializzate, Italia compresa, complice la difficoltà di accesso al credito di una fascia crescente della popolazione.

E’ lo spaccato che emerge dall‘indagine della Fondazione Giordano Dell‘Amore, attiva nella progettazione di modelli d‘intervento nella micro-finanza.

La ricerca ha coinvolto 30 organizzazioni attive nel settore in Italia ed è stata presentata oggi a Milano.

Secondo l‘indagine, i clienti attivi in Italia nel 2010 sono saliti a 4.000 unità contro i 2.146 dell‘anno precedente, per una mole complessiva dei crediti in circolazione pari a 21 milioni di euro dai 12 milioni del 2009. I crediti erogati nel 2010 sono stati 2.002, per un valore superiore agli 11 milioni di euro.

“Si tratta di dati non esaustivi dell‘intera realtà italiana ma che ben spiegano come il fenomeno sia letteralmente esploso, e sia destinato a crescere ancora nei prossimi anni” ha sottolineato Federico Manzoni, presidente della Fondazione Dell‘Amore.

Nel 2009 in Europa si contavano 84.000 clienti attivi e un portafoglio complessivo di 828 milioni di euro, secondo i dati della rete Europea di Microfinanza.

“Nei Paesi del nord del mondo il microcredito viene utilizzato dalle famiglie per coprire servizi di welfare che vengono meno” ha aggiunto Manzoni. “In Italia i microcrediti erogati negli ultimi due anni sono quintuplicati” ha osservato Manzoni.

CRESCITA MICROCREDITO E’ ANCHE RIFLESSO DELLA CRISI

Per il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, il ricorso al microcredito “è anche un riflesso della crisi, l‘indice di una situazione di difficoltà”.

I più recenti andamenti dell‘economia nei Paesi occidentali, ha proseguito Guzzetti, stanno ampliando la fascia di coloro che corrono il rischio di cadere in povertà a causa di difficoltà transitorie, che non riescono a fronteggiare con il credito tradizionale, o perchè non in grado di fornire adeguate garanzie di solvibilità, o perchè, per le loro dimensioni contenute, i crediti richiesti non risultano appetibili per le bance tradizionali.

“Il microcredito - spiega Guzzetti - rappresenta oggi, e non solo per gli stranieri, un‘opportunità per chi vive il dramma della precarietà di ripartire da zero”.

In Italia l‘accesso al micro-credito è stato in qualche modo ‘frenato’ da una regolamentazione restrittiva. Fino all‘estate scorsa, infatti, le organizzazioni che offrivano finanziamenti inferiori ai 25.000 euro, dovevano sottostare alle stesse regole degli istituti bancari tradizionali.

Un’ ‘anomalia’ sanata dal Testo unico bancario, di cui però manca il regolamento attuativo. “Speriamo che arrivi quanto prima - ha sottolineato Guzzetti - e che i tempi del suo rilascio non siano ‘italiani’”.

(Elvira Pollina)

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129734, Reuters messaging: elvira.pollina.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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