13 ottobre 2011 / 14:28 / tra 6 anni

Seat, proseguono trattative bondholders-azionisti

MILANO, 13 ottobre (Reuters) - Proseguono le trattative tra azionisti e possessori di bond sulla ristrutturazione del debito di Seat Pagine Gialle , dopo la due giorni che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.

“C’è un accordo di massima sulla quota del bond Lighthouse che andrebbe convertito in azioni, circa 1,2 miliardi di euro, ma le posizioni sono ancora distanti sul concambio”, dice una fonte vicina alla vicenda. Una seconda fonte conferma.

I prezzi del concambio dovrebbero essere stabiliti dai colloqui in corso tra bondholders e azionisti.

I tre fondi di private equity Permira, Cvc e Investitori Associati hanno fatto un‘offerta di massima ai valori di mercato. Il bond Lighthouse da 1,3 miliardi di euro è scambiato a quota 15 su 100, valore cui è sceso da luglio, quando hanno cominciato ad allargarsi gli spread Btp bund. I bondholders hanno le obblgazioni in carico a un valore di circa 40.

“Dai possessori di bond non è arrivata nessuna risposta formale”, aggiunge.

La prima fonte dice che la risposta dei possessori del bond, non formalizzata, è un rimborso alla pari.

Un concambio a 15 significherebbe che i possessori di bond avrebbero un valore in azioni corrispondente a poco meno di 200 milioni di euro. La società capitalizza ai prezzi di ieri 89 milioni. I fondi di private equity detengono il 50% circa del capitale di Seat.

I principali fondi che hanno costituito il comitato per trattare la ristrutturazione sono: Alden Capital, Anchorage, Marathon, Monarch, Owl Creek, Sothic Capital.

Nei giorni scorsi si è tenuta una due giorni volta a facilitare le trattative.

Le parti interessate all‘accordo sono: i creditori bancari, quindi Rbs , i bondholders junior che detengono l‘obbligazione alto rendimento da 1,3 miliardi emessa da Lighthouse SA, i bondholders senior che detengono obbligazioni emesse da Seat e gli azionisti.

Il bond Lighthouse ha in scadenza a fine ottobre una cedola da 52 milioni di euro.

Come riferito da alcune fonti nelle scorse settimane, la società non intende pagare la cedola in mancanza di un accordo sulla ristrutturazione del debito o di un via libera da parte degli altri creditori per non esporsi al rischio di contestazioni e ricorsi .

Se la società deciderà di non onorare il debito si troverà costretta a far ricorso a procedure straordinarie, come l‘amministrazione controllata prevista dalla legge Marzano.

Le trattative potrebbero proseguire se venisse concesso un ‘waiver’ da parte dei creditori, che autorizzano un rinvio del pagamento, al fine di raggiungere un accordo.

Anche se la società decidesse di non pagare, passerebbero alcune settimane prima dell‘inizio delle procedure di un‘eventuale amministrazione controllata e in quella fase ci sarebbe la possibilità di un accordo.

(Stefano Rebaudo)

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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