October 10, 2011 / 5:10 PM / 6 years ago

PUNTO 1 - Condono, governo contrario ma Cicchitto insiste

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(Cambia titolo, aggiunge dichiarazioni di Cicchitto a favore del condono)

MILANO/ROMA, 10 ottobre (Reuters) - Il decreto legge per rilanciare lo sviluppo dovrebbe essere presentato alla fine del mese e non conterrà provvedimenti di amnistia fiscale.

Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, a margine di un convegno di Assolombarda, dopo che la settimana scorsa esponenti del Pdl hanno detto che il decreto vedrà la luce il 20 ottobre e hanno alimentato l'ipotesi di un provvedimento-sanatoria per reperire risorse per la crescita. Ma in serata il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto torna a riparlare di condono e rilancia con forza l'ipotesi attaccando nuovamente con violenza il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che, con una intervista ad Avvenire nel weekend aveva, smentito ogni ipotesi di colpo di spugna fiscale.

"La posizione del governo non è cambiata rispetto a venerdì", ha detto Casero riferendosi alla nota della presidenza del Consiglio che ha smentito nettamente l'ipotesi di un condono allo studio.

"Crediamo che inserire il condono nei provvedimenti che stiamo preparando non sia praticabile, siamo contrari sia da un punto di vista etico-politico, perché frenerebbe la lotta all'evasione che stiamo facendo, sia da un punto di vista tecnico, perché abbiamo inserito consistenti risorse dalla lotta all'evasione nelle ultime due manovre e questo vanificherebbe questi introiti nelle entrate correnti", ha aggiunto.

Casero ha anche fissato nella fine di questo mese la deadline per la presentazione del decreto sviluppo, su cui il governo e la maggioranza continuano a lavorare e la cui presentazione continua a slittare.

"Entro fine ottobre presenteremo il decreto sviluppo", ha detto oggi Casero.

A proposito poi delle aperture all'ipotesi di condono, giunte da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza, come il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, Casero è netto: "C'è una nota di palazzo Chigi e Cicchitto non è il governo ma rappresenta i gruppi".

Eppure anche stamani Cicchitto ha preannunciato che non intende ritirare la questione del condono dalla sua agenda.

"Ci ripromettiamo domani di ritornare sui temi economici in forma più meditata. Oggi ci limitiamo ad osservare che invece di fare una discussione seria, senza tabù ideologici di alcun tipo su come il nostro Paese può di qui alla fine della legislatura misurarsi con il nodo decisivo dell'abbattimento del debito si è sviluppata una discussione che si è incentrata soltanto sul problema del condono. Su di esso poi si sono concentrate le polemiche che non ci intimidiscono affatto per cui non ritiriamo la questione", ha detto il capogruppo del Pdl in una nota.

In serata, in una lettera che sarà pubblicata domani sul Foglio e anticipata sul sito, spiega perché il centrodestra deve insistere sul condono: "Non eludiamo affatto il ricorso ad un condono anche perchè quello fiscale può essere collegato alla riforma fiscale. Nei giorni scorsi di questo ragionamento è stato colto, per demonizzarlo, solo il riferimento al condono. La cosa né ci sorprende né ci intimidisce. Tutti in questo modo si sentono virtuosi e si ammirano per la loro superiore moralità".

Secondo Cicchitto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ormai sembra sempre più simile a Savonarola: "Il limite del tremontismo è stato l'aver adottato una politica di tagli lineari, che è il contrario del riformismo. Abbiamo anche letto l'intervista del ministro Tremonti sull'Avvenire. Per lui la lotta all'evasione è il modo per realizzare in questo mondo corrotto il messaggio di Savonarola. E' per Tremonti l'unico scopo del governo: nella sua intervista manca ogni indicazione per una politica di crescita. Abbiamo difeso in Parlamento la politica del rigore perchè era inevitabile e necessaria, anche se non era indispensabile la versione fondata sui tagli lineari, ma l'emergenza impone di fare anche cose sgradite".

Il capogruppo alla Camera del Pdl, spiega perché o Tremonti fa la crescita o la colpa verrà data a Berlusconi. "Non proponiamo spesa pubblica in deficit, ma abbattimento del debito ricorrendo a una politica di crescita. In caso diverso ci troveremmo di fronte solo a dissensi sociali e a una mancata soluzione del nodo del debito. Ovviamente il tutto verrebbe messo in conto al solo Berlusconi".

(Giancarlo Navach)

(via Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net)

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