Crisi, essenziale rendere operativo Efsf, riforme G20-Saccomanni

venerdì 7 ottobre 2011 20:00
 

MILANO, 7 ottobre (Reuters) - Per contrastare la crisi che attanaglia l'economia mondiale il Gruppo dei Venti deve riprendere a cooperare per far avanzare le riforme del sistema monetario, mentre all'Europa tocca la responsabilità di rendere operativo al più presto il fondo salva-stati riformato lo scorso luglio.

Sono queste le priorità che indica il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, nel discorso che pronuncerà alle 21,40 in occasione della premiazione come Alumnus Bocconi 2011.

Per rispondere alla crisi non c'è altra via se non quella di "ritornare alla cooperazione internazionale, ripartendo dall'agenda di riforme che il G20 aveva solennemente approvato nel 2009".

"La prossima riunione dei leader del G20 ai primi di novembre è un appuntamento che non potrà essere mancato", si legge nel testo del discorso reso disponibile in anticipo alle agenzie.

Quanto all'Europa, "è essenziale che venga al più presto resa operativa la European Financial Stability Facility, ora che il processo di ratifica da parte dei paesi membri ha avuto una forte spinta con l'approvazione del Parlamento tedesco".

In questo modo, infatti, si completerebbe così la riforma dello strumentario della governance europea, finalmente affiancando alla Bce istituzioni e procedure europee per il coordinamento delle politiche fiscali, per la vigilanza bancaria e finanziaria e per la gestione delle crisi.

"Un segnale forte di reazione da parte dell'Unione europea avrebbe un effetto distensivo sui mercati a livello globale. Bisogna dunque essere consapevoli che dalla crisi si può uscire, volendo", continua il direttore generale della Banca d'Italia.

Se non si da al mercato "un'àncora di stabilità cui aggrapparsi" e uno "standard monetario" capace di salvaguardare risparmi e investimenti si rischia la recessione globale, avverte il direttore generale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni.

"A livello europeo, malgrado gli sforzi fatti dall'Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea per gestire la crisi e rafforzare la governance delle politiche economiche, i mercati hanno assistito con crescente sgomento alla mancanza di un accordo definitivo sulla messa a punto di un meccanismo operativo per fronteggiare situazioni di illiquidità di debitori sovrani".   Continua...