Eurogruppo non scioglie nodi su Grecia, rafforzamento fondo Efsf

martedì 4 ottobre 2011 07:31
 

BRUXELLES, 4 ottobre (Reuters) - In una riunione di sette ore, i ministri delle finanze dei 17 paesi della zona euro hanno discusso ieri a Lussemburgo fino a notte inoltrata la situazione greca e varie opzioni per potenziare le capacità di prestito del fondo temporaneo salva-stati (EFSF) in modo da contenere il contagio della crisi e rassicurare i mercati finanziari, ma non hanno raggiunto conclusioni definitive.

Parlando al termine della riunione, il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha ribadito con chiarezza che "il volume dell'EFSF non sarà aumentato".

L'obiettivo a cui si lavora è quello di aumentare le capacità di prestito dell'EFSF senza però accrescere le garanzie fornite dagli stati dell'eurozona e senza abbassare il rating AAA del fondo, che consente di raccogliere liquidità sul mercato a prezzi contenuti. L'EFSF poggia al momento su garanzie di 780 miliardi di euro che consentono prestiti fino ad un massimo di 440 miliardi di euro (di cui 78,8 impegnati dall'Italia).

Stretti tra queste opposte esigenze, i ministri delle finanze hanno valutato una serie di opzioni, incluso un ruolo rafforzato della Banca Centrale europea, come accennato dal commissario Ue agli affari economici Olli Rehn prima dell'Eurogruppo.

Al termine della riunione, Juncker ha però precisato che un ruolo accresciuto della Bce nel rafforzamento dell'Efsf "non è la rotta privilegiata".

Sia Rehn che Juncker hanno comunque ribadito l'importanza di migliorare "l'efficienza" del fondo, ma non hanno fornito dettagli su come farlo.

Il fondo è stato già potenziato lo scorso luglio. La riforma, che deve ancora essere ratificata da tutti i paesi della zona euro, prevede che il fondo potrà acquistare titoli di paesi dell'eurozona in difficoltà, ricapitalizzare banche e fornire capitali in via precauzionale a stati non soggetti a programmi di salvataggio.

Al momento il fondo invece è stato attivato soltanto nel quadro dei piani di salvataggio di Portogallo e Irlanda, e sarà utilizzato per il secondo programma di prestiti alla Grecia (il primo programma di aiuti è finanziato senza fondi dell'EFSF).

  Continua...