4 ottobre 2011 / 05:39 / 6 anni fa

SINTESI-Grecia,deficit deve scendere ancora, Efsf sia flessibile-Fmi

(Riscrive aggiungendo citazioni e background)

MILANO, 4 ottobre (Reuters) - A Milano ieri per un convegno presso l'Università Bocconi, Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento per gli Affari Fiscali del Fondo monetario internazionale, ha raccomandato alla Grecia di proseguire il consolidamento fiscale, all'Europa di rendere più flessibile il fondo salva-stati e all'Italia di porre attenzione ai segnali in arrivo dai mercati.

Il governo ellenico, nella bozza per la Finanziaria 2012, ha indicato uno sforamento del deficit sia quest'anno che il prossimo rispetto ai target concordati con Bce/Fmi/Ue, lamentando una recessione più profonda di quanto previsto.

In Grecia, "il deficit deve scendere ulteriormente quest'anno e il prossimo" ha detto Cottarelli ieri a Reuters.

Pur riconoscendo che l'aggiustamento di bilancio realizzato l'anno scorso da Atene è stato molto forte e che il paese "ha preso il programma [di consolidamento] seriamente", il funzionario del Fondo ha detto: "è necessario che ci sia un ulteriore aggiustamento".

Secondo quanto indicato nella stesura preliminare della Finanziaria per il prossimo anno, la Grecia chiuderà il 2011 con un deficit di 8,5% del Pil e il 2012 con un disavanzo di 6,8%. Il piano di consolidamento concordato in cambio del sostegno finanziario internazionale prevedeva un deficit al 7,6% quest'anno e al 6,5% il prossimo. Gli obiettivi saranno mancati anche a causa di un andamento dell'economia rivisto verso il basso rispetto alle previsioni di qualche mese fa.

Il funzionario non ha risposto alla domanda se la recessione in corso possa portare ad accettare lo slittamento dei target, né ha voluto dire se le misure di bilancio aggiuntive varate da Atene settimana scorsa siano adeguate o meno rispetto al mutato scenario economico.

"C'è una discussione in corso con le autorità per decidere cosa sia necessario per completare l'aggiustamento" ha risposto Cottarelli.

Sulla probabilità che la sesta tranche di aiuti internazionali attesa entro ottobre sia pagata Cottarelli si è limitato a ricordare che "c'è un team che sta discutendo".

ESFS DIVENTI PIU' FLESSIBILE

Per fronteggiare la crisi del debito della zona euro sono necessari anche passi collettivi da parte dei paesi della moneta unica.

"Il fondo salva-stati Efsf deve diventare più flessibile", ha detto Cottarelli a margine del suo intervento al convegno, senza voler elaborare rispetto alla possibilità che venga usata la leva finanziaria per aumentarne le risorse. L'alto funzionario dell'Fmi ha sottolineato l'importanza che i governi della zona euro ratifichino rapidamente gli impegni assunti con i summit del 21 luglio in termini di potenziamento dell'Efsf e di sostenibilità dei piani di sostegno internazionali.

Cottarelli si è soffermato, poi, sui danni provocati dalla "cacofonia" che si registra tra le dichiarazioni dei politici europei.

"Spesso vengono fatte le cose giuste, ma vengono precedute e seguite da commenti che vanificano le cose fatte... è necessario che ci sia una migliore politica di comunicazione da parte dei paesi dell'area euro".

ITALIA, PREMATURO PARLARE DI MANOVRA AGGIUNTIVA

Quanto all'Italia, la necessità di una manovra aggiuntiva sui conti pubblici italiani dipenderà sia dall'andamento dei mercati sia da quello della crescita economica.

"E' prematuro decidere oggi se sia necessario fare una manovra per centrare lo zero [di deficit pubblico] nel 2013", ha detto Cottarelli.

"Se continua l'elevata pressione dei mercati sull'Italia, allora il paese dovrà puntare su obiettivi [fiscali] più stretti, ma se la pressione si riduce allora si potrà lasciar funzionare gli stabilizzatori automatici".

Nel Fiscal Monitor pubblicato il 20 settembre e redatto dal dipartimento guidato da Cottarelli, l'Fmi prevede che il deficit italiano sia pari all'1,1% del pil nel 2013. Il governo si è impegnato, invece, ad azzerrare il disavanzo nel 2013.

Cottarelli ha sottolineato come la differenza tra la stima per il deficit italiano del Fondo e il target del governo dipendano soprattutto da previsioni più caute di Washington sulla crescita.

La necessità di una manovra aggiuntiva "dipende anche dal tasso di crescita che si avrà affettivamente nel 2012 e nel 2013", aggiunge. L'Fmi vede un'espansione del Pil italiano del 0,3% l'anno prossimo, a fronte dello 0,6% del governo.

"Con la manovra [di bilancio] attuale si raggiunge un saldo primario sufficiente per evitare che il debito pubblico aumenti, pur in presenza di un differenziale [tra i Btp e i Bund] attorno ai 400 punti base", ha aggiunto l'economista.

(Francesca Landini)

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