PUNTO 1-Confindustria a governo: senza risposte lasciamo tavoli

venerdì 30 settembre 2011 17:21
 

(Aggiunge quote e dettagli, accorpa pezzi)

ROMA, 30 settembre (Reuters) - La presidente della Confidustria ha ricevuto dalla giunta degli industriali una delega per decidere se abbandonare i tavoli a cui siede con il governo e le altre parti sociali se non arriveranno decisioni concrete per rilanciare il Paese.

Lo ha detto la stessa Emma Marcegaglia rispondendo in una conferenza stampa dove l'associazione degli industriali, con Abi, Ania, Reti Imprese Italia e Alleanza delle cooperative ha presentato una serie di proposte operative su come "salvare l'Italia e rilanciare la crescita".

La domanda nasceva dal fatto che le altre associazioni non hanno minacciato di lasciare i tavoli del governo dando l'impressione di differenti strategie per far sentire la voce allarmata delle imprese in questo momento di crisi.

"Parlo come Confindustria e non per le altre associazioni. Nell'ultima giunta ho avuto la delega a portare avanti proposte con le altri parti sociali e a me, quindi solo a me, anche la delega per valutare se lasciare i tavoli del governo", ha spiegato la Marcegaglia che ha comunque ribadito che occorre fare presto.

"Se lo spread con i Bund continua su questi livelli ci sarà una restrizione del credito. Non c'è più tempo: è necessario fare subito le riforme", ha detto.

Il governo ha preso tempo fino alla metà di ottobre per alzare il velo sulle misure per lo sviluppo ma per la Marcegaglia, se anche i termini sono slittati, "se davvero varasse a metà ottobre queste riforme andrebbe bene".

Oltre a liberalizzazioni, cessioni del patrimonio immobiliare e investimenti in infrastrutture e energia, le associazioni datoriali chiedono al governo tagli alla spesa pubblica e una riforma previdenziale che preveda di elevare a 65 anni dal 2012 l'età per il pensionamento di vecchiaia delle donne del settore privato come avviene per il pubblico; anticipare al 2012 l'avvio del meccanismo di aggancio automatico dell'età pensionabile all'aumento della speranza di vita; portare a 62-68 anni la forcella di età di pensionamento flessibile prevista nel regime contributivo; abolire l'attuale sistema delle pensioni di anzianità; prevedere un regime transitorio escludendo in ogni caso, che la pensione possa essere erogata prima dei 62 anni di età; abrogazione di tutti i regimi speciali dal 1° gennaio 2012.

Sul fronte fiscale il documento apre a una imposta transitoria dell'1,5 per mille sui patrimoni oltre 1,5 milioni di euro a patto che serva a finanziare un taglio di tasse per lavoratori e imprese con riduzioni di Irpef e Irap, lotta all'evasione con un tetto di 500 euro per i pagamenti in contanti.   Continua...