Confindustria, a Marcegaglia delega per lasciare tavoli governo

venerdì 30 settembre 2011 14:15
 

ROMA, 30 settembre (Reuters) - La presidente della Confidustria ha ricevuto dalla giunta degli industriali una delega per decidere se abbandonare i tavoli a cui siede con il governo e le altre parti sociali se non arriveranno decisioni concrete per rilanciare il Paese.

Lo ha detto la stessa Emma Marcegaglia rispondendo in una conferenza stampa dove l'associazione degli industriali, con Abi, Ania, Reti Imprese, e Alleanza delle cooperative ha presentato una serie di proposte operative su come "salvare l'Italia e rilanciare la crescita".

La domanda nasceva dal fatto che le altre associazioni non hanno minacciato di lasciare i tavoli del governo dando l'impressione di differenti strategie per far sentire la voce allarmata delle imprese in questo momento di crisi.

"Parlo come Confindustria e non per le altre associazioni. Nell'ultima giunta ho avuto la delega a portare avanti proposte con le altri parti sociali e a me, quindi solo a me, anche la delega per valutare se lasciare i tavoli del governo", ha spiegato la Marcegaglia che ha comunque ribadito che occorre fare presto.

"Se lo spread con i Bund continua su questi livelli ci sarà una restrizione del credito, non c'è più tempo, è necessario fare subito le riforme", ha detto.

Il governo ha preso tempo fino alla metà di ottobre per alzare il velo sulle misure per lo sviluppo ma per la Marcegaglia, se anche i termini sono slittati, "se davvero varasse a metà ottobre queste riforme andrebbe bene".

Ma a chi le chiedeva se condividesse la linea del presidente dei giovani industriali, che ha annunciato un convegno a Capri senza politici sul palco ed auspicato una soluzione alla spagnola, con il passaggio di mano del governo, Marcegaglia ha usato toni più morbidi di quelli da lei stessa utilizzati di recente.

"Non stiamo qui a dire che il governo deve cambiare, ma che c'è una questione urgente. Non siamo interessati a vie spagnole o di altro tipo", ha detto.

"Noi non ci sostituiamo alla politica e non facciamo programmi politici ma diciamo che il momento è complesso e il tempo è breve", ha aggiunto.

Nel concreto le associazioni di impresa, che oggi avevano come portavoce il presidente di Reti Imprese Ivan Malavasi, hanno puntato su cinque interventi: spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia.

Secondo Malavasi queste riforme non sono più differibili perchè, anche considerando l'ultima nota di aggiornamento al Def, "in tre anni si dovrebbe recuperare il decennio perduto. E' assolutamente evidente che questi obiettivi non possono essere conseguiti se non si avviano le riforme strutturali finora rinviate", ha detto. (Stefano Bernabei)