30 settembre 2011 / 13:17 / tra 6 anni

ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters settembre

* Equity scende per terzo mese consecutivo, ridotto peso zona euro

* Wall Street borsa che raccoglie maggiori consensi

* Pharma settore più in sovrappeso, bancari i più underweight

MILANO, 30 settembre (Reuters) - I portafogli dei gestori continuano ad alleggerirsi di azionario, specialmente della zona euro, al termine di un trimestre che ha visto esplodere l‘avversione al rischio: alla paura per l‘incapacità dell‘Europa di arginare la crisi del debito sovrano si è infatti aggiunta la preoccupazione per il deterioramento della crescita globale, che ha fatto impennare gli indici di volatilità.

Il consueto sondaggio mensile, condotto da Reuters fra 12 primari gestori con la collaborazione di Lipper, fotografa il terzo ridimensionamento consecutivo dell‘esposizione alle borse, scese in termini aggregati al 43,5% dal 46,3% di luglio (tab.1), mese dell‘ultima rilevazione prima della pausa estiva. Le borse europee scendono in media al 14,7% dal 17,4%.

Parallelamente, aumentano drasticamente il numero dei sottopesi sull‘equity (41,67% del campione), anche se restano superiori gli “underweight” sui bond (tab.2). L‘obbligazionario nel suo complesso (governativi e corporate bond) risale al 42,33% dal 38,58% di un portafoglio bilanciato mentre la liquidità scende al 10,5% dal circa 12% di luglio.(tab.1)

“Sulle borse, finchè la situazione non si è stabilizzata, resta il rischio di volatilità e mi aspetto che la volatilità prosegua nei prossimi mesi”, ha detto Marco Bonifacio, responsabile ufficio analisi di Zenit sgr, che si focalizza principalmente sui mercati della zona euro. “Nonostante la compressione delle valutazioni e le occasioni ‘value’ di fondo restiamo in sottopeso sull‘equity, sfruttando i rimbalzi per interventi spot sui risky assets”.

Fanno eco da Pioneer Investments. “Le borse europee restano in sottopeso per la nostra strategia globale nonostante le valutazioni siano molto attraenti; probabilmente stiamo perdendo delle occasioni ma la protezione viene prima in questo momento”.

Wall Street raccoglie i maggiori consensi, con metà del campione che sceglie l‘overweight (tab.8); altrettanti gestori questo mese sottopesano le borse della zona euro e aumenta l‘underweight anche sulla borsa di Tokyo (58,33%). Diminuiscono i sovrappesi sui mercati emergenti dell‘Asia-Pacifico (a 4 da 6) e dell‘America Latina (a 5 da 8).

“I mercati emergenti sono scesi con una correlazione inaspettata, si conferma che molti flussi su questi mercati sono momentum driven”, osservano da Pioneer che, questo mese, ha confermato le posizioni sulle borse dei paesi in via di sviluppo, limando l‘overweight su Wall Street.

“Lo S&P 500 a 1.200 punti non ha scontato uno scenario di crescita lenta per un lungo periodo”, spiega il gestore della controllata di Unicredit .

Sul versante obbligazionario il sondaggio conferma una predilezione per le emissioni societarie, sovrappesate da tre quarti dei partecipanti mentre i T-bond sono i governativi più in sottopeso (66,67%), seguiti dai titoli di stato della zona euro (41,67%).

“Abbiamo sfrondato le posizioni sui mercati core partendo dal Bund e i fondi obbligazionari hanno comprato Italia quando i cds erano a 550 (rendimento decennale al 6%) e sembrava che il mercato credesse che l‘Italia fosse la prossima Grecia”, ha detto il gestore di Pioneer “cosa che, nonostante tutto, abbiamo ritenuto essere un‘esagerazione”.

DILEMMA RISCHIO SI’ RISCHIO NO, FONDAMENTALI IN SECONDO PIANO

In attesa che la nuova stagione delle trimestrali, che si apre ad ottobre, aggiorni il mercato sullo stato di salute delle aziende, gli investitori si interrogano sulle condizioni dell‘economia dopo le prospettive poco rosee indicate dalla Federal Reserve e i risultati deludenti di recenti indagini manifatturiere nella zona euro e in Cina. L‘aumento dell‘incertezza dovuto al protrarsi della crisi del debito sovrano nella zona euro ha peraltro messo in secondo piano i fondamentali delle aziende. Di fatto le scelte degli investitori si riducono oggi all‘opzione fra “rischio sì” e “rischio no”.

“I multipli delle società quotate adesso non si guardano, il mercato è guidato dalla politica”, fanno notare da Pioneer.

Poche idee forti sull‘allocazione settoriale, che vede metà del campione in sovrappeso sui farmaceutici, settore tradizionalmente difensivo (tab.6) e ancora 5 gestori che scommettono su ciclici e servizi ciclici (media, hotel e trasporti). Il sottopeso più consistente (58,3%) è quello sui bancari, cinghia di trasmissione del rischio sovrano: gli investitori temono adesso una nuova crisi di liquidità sul modello di quella del 2008 per effetto dell‘esposizione delle banche della zona euro al debito dei paesi periferici.

“Tra aprile e giugno siamo passati da una visione prociclica a una più difensiva”, ha detto Bonifacio. “Abbiamo ridimensionato i ciclici dal precedente forte overweight a neutrale”.

Eurizon sgr punta sui tecnologici, soprattutto Usa.

“Investire nel settore tecnologico è giocarsi il ciclo di investimenti dei mercati emergenti quindi è una scommessa sganciata dal ciclo dei paesi sviluppati che risentono ancora del deleveraging”, osserva il responsabille dei fondi quantitativi Alessandro De Carli. “Gli utili per azione delle società tecnologiche sul mercato americano hanno superato il picco precedente del 2007 e le valutazioni sono interessanti”.

Per la tabella riassuntiva delle risposte fare doppio click su (Maria Pia Quaglia) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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